<?xml version='1.0' encoding='ISO-8859-1'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340</id><updated>2010-03-09T09:23:19.793+01:00</updated><title type='text'>rilloblog</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.rilletti.it/atom.xml rss.xml'/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>847</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-3822486803156692036</id><published>2010-03-09T06:49:00.004+01:00</published><updated>2010-03-09T09:23:19.800+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Io lavoro a piedi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ieri ho incontrato Ivan per la seconda volta. Gli ho chiesto del suo lavoro, sperando in chissà quale rivelazione. La sua unica risposta è stata: io lavoro a piedi.&lt;br /&gt;Da oggi, farò lo stesso per una settimana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://giuliozu.blogspot.com/" class="linktxt"&gt;Giulio&lt;/a&gt; è andato alla &lt;a href="http://giuliozu.blogspot.com/2010/03/jon-fen.html" class="linktxt"&gt;presentazione del libro di Safran Foer&lt;/a&gt;. Viene proprio voglia di comprarlo e leggerlo. Anzi, oggi sarò in zona Porta Romana, a piedi, troverò pure una libreria, no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-3822486803156692036?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/3822486803156692036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/03/io-lavoro-piedi-ieri-ho-incontrato-ivan.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/3822486803156692036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/3822486803156692036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/03/io-lavoro-piedi-ieri-ho-incontrato-ivan.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-481648103880859778</id><published>2010-03-05T21:27:00.002+01:00</published><updated>2010-03-05T21:30:57.631+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Musica.&lt;br /&gt;Metti su quella che vuoi. L'importante è che tu ti senta a tuo agio.&lt;br /&gt;Metti pure i piedi sul divano. Un bicchiere di rosso, poi un altro. &lt;br /&gt;Sei brillo abbastanza? Bevi ancora...&lt;br /&gt;Ti racconto una storia, non per forza vera, non per forza il protagonista mi riguarda. E' pure noioso ricevere le tue e-mail in cui mi chiedi spiegazioni.&lt;br /&gt;Non ci sono spiegazioni. E' una storia.&lt;br /&gt;Parliamo di un'estate. In genere succede tutto d'estate. Hai mai sentito, infatti, di qualcosa successo d'inverno, a parte la ritirata di Russia, dico?&lt;br /&gt;Pure Watrerloo è successo d'estate, o quasi. Forse in giugno.&lt;br /&gt;E pure quel giorno era estate e un uomo attraversava il pratone in cerca di qualcosa che lo tenesse ancora più caldo.&lt;br /&gt;Trovò le braccia di una donna che quella mattina si era alzata come si alzava tutte le mattine e invece dei panni scaldati dal sole, trovò il calore di un uomo e quet'uomo sapeva di tabacco, fango, sudore e cose lontane.&lt;br /&gt;Si guardarono negli occhi per qualche ora, il tempo di capire che il loro amore era a tempo determinato e il termine era giunto.&lt;br /&gt;L'uomo partì, nacque un bambino e correva, correva sempre sul pratone, lo stesso che suo padre attraversò prima di essere suo padre, prima di essere solo un ricordo.&lt;br /&gt;E pure gli occhi erano gli stessi. La madre lo guardava e vedeva il suo amore. Il sorriso, poi, sembrava essere stato strappato al padre.&lt;br /&gt;Il bambino crebbe, divenne uomo, le epoche passarono e quello stesso uomo trovò una sua guerra e attraversò anche lui il suo pratone. E i fili d'erba portavano storie antiche, storie di uomini e guerre e di amori e di occhi e sorrisi.&lt;br /&gt;La morale non c'è. Ho bevuto quattro calici di rosso all'aperitivo più palloso e umiliante della mia vita.&lt;br /&gt;Scrivo per non guidare. Campagna antialcool 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-481648103880859778?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/481648103880859778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/03/musica.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/481648103880859778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/481648103880859778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/03/musica.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-1792119541165895086</id><published>2010-02-28T02:00:00.004+01:00</published><updated>2010-02-28T18:47:24.215+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Questa è la storia di due persone che un giorno dovevano dirsi qualcosa e che non l'hanno fatto subito, pensando che, tutto sommato, ci sarebbe stato tempo l'indomani.&lt;br /&gt;Domani è arrivato, loro non si sono visti e la cosa è rimasta sullo scaffale delle cose mai dette.&lt;br /&gt;Non ci è dato di sapere cos'avevano da dirsi, quei due e nemmeno lo potremo mai sapere.&lt;br /&gt;Li ho visti al parco, ieri, seduti fianco a fianco, avviluppati in un silenzio ormai polimerizzato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-1792119541165895086?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/1792119541165895086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/questa-e-la-storia-di-due-persone-che.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/1792119541165895086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/1792119541165895086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/questa-e-la-storia-di-due-persone-che.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-606805591626209490</id><published>2010-02-25T00:11:00.003+01:00</published><updated>2010-02-25T10:41:30.744+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Davvero è tutto qui? Uno vive, ama, a tratti lavora e rientra a casa la sera e mangia e dorme e il mattino dopo ricomincia?&lt;br /&gt;Eppure, eppure, ogni tanto una voce ti assicura che non e' solo questo. Che se impari a suonare la chitarra o a disegnare o a parlare una lingua che non sia la tua, il tuo animo, probabilmente, ne sara' appagato.&lt;br /&gt;A volte, pero', non ti basta nemmeno quello e non basta l'alba con gli amici o un muro tre metri per quattro da imbrattare.&lt;br /&gt;E allora aspetti un invito. Che arriva da uno sconosciuto e che, senza saperlo, ti lancia una sfida. Che sfoghera' questa urgenza, perlomeno fino a meta' marzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-606805591626209490?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/606805591626209490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/davvero-e-tutto-qui.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/606805591626209490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/606805591626209490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/davvero-e-tutto-qui.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-5852126105168354911</id><published>2010-02-13T15:57:00.004+01:00</published><updated>2010-02-13T16:02:10.367+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Eccola, la pietra. Rompe la distesa di prato. Non conto piu' i giorni che ho impiegato a raggiungerla. Se allungassi una mano, potrei sentirne la superficie ruvida e fredda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-5852126105168354911?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/5852126105168354911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/eccola-la-pietra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/5852126105168354911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/5852126105168354911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/eccola-la-pietra.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-8701538802286906913</id><published>2010-02-08T15:05:00.007+01:00</published><updated>2010-02-09T19:42:01.831+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Tu,_mio/9788807815928/01472d39c03910c9e9/" title="More about Tu, mio"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01472d39c03910c9e9&amp;time=0" title="More about Tu, mio" alt="More about Tu, mio" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Tu,_mio/9788807815928/01472d39c03910c9e9/" class="linktxt"&gt;Tu, mio&lt;/a&gt;. Due parole che, insieme ad altre, alzano il pelo sulla schiena di chi legge. Due parole che Caia ripete in un paio di occasioni a te che vedi con gli occhi del protagonista adolescente che diventa adulto nell'arco di un'estate, sulla barca dello zio pescatore.&lt;br /&gt;E' un mondo, quello descritto da De Luca, che ognuno di noi deve avere vissuto, pena non aver mai vissuto l'adolescenza: memoria, sensazioni, vita, sole, sale, urla e corse selvatiche e uomini che ci insegnano qualcosa. Tutto, in questo romanzo, ti investe e ti lacera e ti fa allegria e tristezza e nostalgia. La calma e la saggezza del protagonista si comprendono solo in funzione di quello che lui vale per lei.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Tu, mio&lt;/i&gt; è quello che ognuno di noi ha detto o avrebbe voluto dire alla propria innamorata, alla propria giovinezza.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Tu, mio&lt;/i&gt; è lo strappo al cuore, il petto lacerato da un amore immaginato impossibile e alla portata di tutti.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Tu, mio&lt;/i&gt; è la ragazza che bacia tutti, ma che solo noi sappiamo baciare.&lt;br /&gt;E' inutile e ingiusto fare una classifica del libro più o meno bello, ma se dovessi fare una lista, &lt;i&gt;Tu, mio&lt;/i&gt; farebbe a pugni con i primi, quanto meno per la delicata violenza con cui mi ha scosso l'anima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-8701538802286906913?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/8701538802286906913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/tu-mio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/8701538802286906913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/8701538802286906913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/tu-mio.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-6151093664109623110</id><published>2010-02-06T18:56:00.001+01:00</published><updated>2010-02-06T18:56:22.903+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;b&gt;Del nuovo patto sociale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;O della pausa civile che dovrei permettermi&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;E' stato un fulmine a ciel sereno. Me ne stavo qui, in casa di Susanna, a ennemila metri sulla nave e ho capito tutto.&lt;br /&gt;E' che avevo dimenticato Rousseau e il contratto sociale. E come l'ho rispolverato ho capito come mai esistono questo Presidente del Consiglio, la gente che lo vota e coloro che lo amano.&lt;br /&gt;Per riassumere, se non lo sai o non lo ricordi, per Rousseau non vi sarebbero diritti di natura divina e stabili ma diritti che nascono con l?istituzione di un patto, un contratto, sempre diverso a seconda del momento storico, del luogo geografico, del numero di sottoscriventi e dei bisogni da soddisfare&lt;br /&gt;La società deve basarsi su assunti inalienabili: la libertà e l?uguaglianza di ogni individuo, uniche vere caratteristiche universali.&lt;br /&gt;La dichiarazione dei diritti dell?uomo e del cittadino del 1789 e quella del 1793, dichiarando apertamente che l?uomo nasce libero per natura, sanciscono che la libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce agli altri, perseguendo cosi la regola d?oro del vivere civile, ossia, non fare agli altri ciò che non vorresti che fosse fatto a te.&lt;br /&gt;Ma il problema principale resta quello di proteggere, conservare e attualizzare questi principi. Infatti, se l?uomo nasce libero nello stato di natura, ed è soggetto alla legge del più forte, nello stato sociale è limitato da leggi ma soggetto alla legge del più furbo.&lt;br /&gt;Ti evito tutto il pippone, ma il fine è chiaro.&lt;br /&gt;Se l'attuale Presidente del Consiglio decide di non essere giudicato per i crimini di cui è sospettato, se decide di non mettere neppure in discussione il fatto di essere un cittadino come gli altri, una parte dei cittadini lo accetterà per motivi che Rousseau non poteva prevedere (costruzione del sé per tramite di anni di lavaggio del cervello grazie alla comunicazione di massa), un'altra parte dei cittadini lo accetterà perché, a fronte di leggi &lt;i&gt;ad personam&lt;/i&gt;, il governo da lui presieduto promulga condoni di ogni genere e tipo che comunque a molti fanno piacere e permettono di lavare i panni all'Arno.&lt;br /&gt;Il patto consiste in questo, nel ricevere comunque qualche cosa in cambio del silenzio, della rassegnazione ad avere un Capo del Governo smaccatamente allergico a una regola di trasparenza del proprio operato da imprenditoree cittadino.&lt;br /&gt;Per i cittadini che, invece, vorrebbero che il proprio Presidente del Consiglio dimostri in Tribunale di non essere un comune delinquente, ciccia. Si tengono il Presidente del Consiglio farabutto e un 27% per cento di concittadini che dicono che giusto così. Lo dice il contratto che il restante 73% non lo ha firmato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-6151093664109623110?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/6151093664109623110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/del-nuovo-patto-sociale-o-della-pausa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/6151093664109623110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/6151093664109623110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/del-nuovo-patto-sociale-o-della-pausa.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-3485266063393599182</id><published>2010-02-06T07:21:00.002+01:00</published><updated>2010-02-06T07:32:34.772+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Tempo volvente&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Ieri ho appreso una lezione che non farò mia. Alcuni clienti, per fortuna quelli degli altri, preferiscono affogare nel loro brodo di merda. Aiutarli, li irrita. La prossima volta volterò la testa dall'altra parte così mi ringrazieranno e magari lo faranno anche i colleghi.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Chiuso l'account su Facebook, il tempo che userei per quello lo userò per creare un paio di siti gemelli che mi aiuteranno nel posizionamento sui motori di ricerca.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Per fare ciò, nulla di meglio che rifarmi alla miniguida per principianti di &lt;a class="linktxt" href="http://www.goatseo.com/"&gt;Goatseo gratis&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ora non rimane che ragionare bene sul nome dei domini da registrare.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-3485266063393599182?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/3485266063393599182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/tempo-volvente-ieri-ho-appreso-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/3485266063393599182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/3485266063393599182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/tempo-volvente-ieri-ho-appreso-una.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-6955224513839496217</id><published>2010-02-05T10:39:00.003+01:00</published><updated>2010-02-05T12:54:54.689+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;La verità, il tarlo, la cosa da non dire&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Talvolta la domanda richiede risposta: dire o non dire?&lt;br /&gt;Quando non sveliamo, la cosa rischia di ingigantire in noi e non ne reggiamo il peso: ci leva il fiato.&lt;br /&gt;Quando disveliamo, il rischio è che tutto svanisca nell'aria insieme al suono delle parole appena dette.&lt;br /&gt;Ciò che pesa più di tutto, in entrambi i casi, è la nostalgia insita nel dubbio stesso, quando questo svanirà. Una menata senza via d'uscita, no?&lt;br /&gt;Ma oggi, pussa via alle mene esistenziali. Nevica e ho le scarpe bagnate e con esse, i piedi. Che faccio? Scarpacce cinesi da due euro per superare la giornata o investimento a lungo termine e, quindi robbbabbuona?&lt;br /&gt;Nel dubbio vado per negozi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-6955224513839496217?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/6955224513839496217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/la-verita-il-tarlo-la-cosa-da-non-dire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/6955224513839496217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/6955224513839496217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/02/la-verita-il-tarlo-la-cosa-da-non-dire.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-1905676589012240591</id><published>2010-01-28T21:43:00.003+01:00</published><updated>2010-01-28T21:57:38.267+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Ancora Rappresentazioni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Sono in un ambiente incredibilmente illuminato e silenzioso. Il grado di luminanza è così elevato che ogni cosa sullo sfondo ha perso definizione, la sua efficienza cromatica è nulla.&lt;br /&gt;Tutto quindi appare incredibilmente simile allo stereotipo cinematografico del Paradiso.&lt;br /&gt;La fonte di luce è indeterminabile. Si apre il sipario, sul palco tre personaggi.&lt;br /&gt;Al centro della scena un tale con giacca, camicia aperta e pantalone jeans, tiene in mano un oggetto che ancora non riesco a definire, sembra un'asciugamano o uno strofinaccio di quelli di cotone da cucina. Bianco.&lt;br /&gt;Alle sue spalle, una donna su di un letto sfatto, in pigiama di raso di seta, pare assorta. Non è né seduta, né sdraiata. E' serena.&lt;br /&gt;Il silenzio si fa grave e il secondo uomo che sta in piedi, immobile al lato destro della scena, indossa una maschera neutra. Forse bianca, comunque chiara. Lui stesso è neutro, le mani tra le mani.&lt;br /&gt;Il monologo inizia con uno squarcio del silenzio e le prime parole segneranno tutto ciò che arriverà dopo, insieme al calare della luce fino alla normalità.&lt;br /&gt;Le restanti note di regia giacciono ai margini di un copione che, piegato in quattro, ieri ho lasciato in un &lt;a href="http://www.anobii.com/books/La_mossa_del_matto_affogato/9788804568544/014fc9fd9d98086a5c/" class="linktxt" altname="la mossadel matto affogato"&gt;libro&lt;/a&gt; restituito in biblioteca prima di partire. Poco male, sarebbe difficile farlo esattamente come lo immaginavo.&lt;br /&gt;Se riusciremo (riuscirò?) a imbastire il pezzo, il 14 marzo prossimo sarò alla Cascina Bellaria dell'&lt;a href="http://www.atlhaonlus.eu/" class="linktxt"&gt;Atlha&lt;/a&gt;, dalle ore 15:00 in avanti, a &lt;I&gt;Monologhiamo&lt;/i&gt;, concorso di monologhi teatrali divertenti, drammatici e bizzarri presentato da &lt;a href="http://www.lauraboerci.com/2/index.html" class="linktxt"&gt;Laura Boerci&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci sarà spazio per due giurie: una tecnica e una popolare. Seguirà, alle 19:00, un happy hour musicale e, alle 20:00, la premiazione.&lt;br /&gt;Per cui, che si riesca o meno a mettere in scena il nostro pezzullo, il 14 marzo ci vedremo in  Cascina Bellaria, in via Bellaria 90, Milano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-1905676589012240591?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/1905676589012240591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/01/ancora-rappresentazioni-sono-in-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/1905676589012240591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/1905676589012240591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/01/ancora-rappresentazioni-sono-in-un.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-3169394244660327860</id><published>2010-01-03T23:01:00.006+01:00</published><updated>2010-01-28T22:01:12.643+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>E' un suono così profondo che pare il rutto della Terra. E' un vibrato lungo e lento che non termina, che non dà eco.&lt;br /&gt;Sono sui pattini e attraverso i viali di Milano. Le mie gambe avevano voglia di asfalto. Asfalto e nuove amicizie, così sono rimasto solo, 'fanculo la compagnia.&lt;br /&gt;E' agosto e devo stare a Milano, almeno finché rimarrà vuota di gente. Ho sete. Salgo lo scalone in marmo della Stazione, entro in un bar. Il ragazzo dietro il bancone non vede l'ora di chiudere, io lo intrappolo con una coca-cola e un panino alla piastra. Non me lo fa pesare.&lt;br /&gt;Panino e coca in mano, pattino sul marmo, il fruscio dei cuscinetti sullo sfondo; insieme al vibrato, ovviamente. &lt;br /&gt;Adoro i miei pattini. Li smonto con cura una volta al mese in ogni loro parte, passo i cuscinetti nel petrolio, ne faccio un misto con la vasellina. Lucido le scarpe. Chester nere. Ogni tanto modifico il puntale. Di solito ci applico del cuoio che, salto dopo salto, consumo atterrando mezzo di ruote, mezzo di punta. Quando devo accelerare un po' forte, faccio un movimento che so che non mi toglierò mai: sbatto con la piastra sull'asfalto fino a creare delle scintille che personalmente non ho mai visto, ma qualcuno dice essere scenografiche. E il cuoio si consuma anche così.&lt;br /&gt;Mi siedo sul pavimento in marmo e mangio. Tre messicani si voltano e mi guardano, io li guardo a mia volta. Ho imparato a farmi gli affari miei, non sono un attaccabrighe e al limite so scappare veloce. Sui puntali, ora, ho delle lastre di metallo: il cuoio si era consumato e non ne avevo più. Così per proteggere la tomaia ho applicato due pezzi di lattina di birra sagomati giù in cantina.&lt;br /&gt;Mentre mangio e guardo e vengo guardato, immagino come potrebbe stare il mio puntale in acciaio sulla faccia del messicano più grosso.&lt;br /&gt;Uno di loro, con la faccia simpatica, si alza, classico preludio alla rissa: lui verrà da me, mi dirà qualche cosa e qualunque cosa risponderò, sarò fottuto. &lt;br /&gt;Mentre si avvicina, passano due poliziotti di ronda, mi guardano, guardano il messicano ormai al mio fianco e vanno oltre. Mi sento più sicuro.&lt;br /&gt;Lui mi chiede qualcosa sui pattini, se è facile. Mi chiede cosa ci faccio lì, da solo, a quell'ora. E' la terza notte che passo fuori casa, da me sono tutti via, in vacanza. Siamo solo io e i pattini.&lt;br /&gt;Mi chiede se voglio bere qualche cosa insieme a lui e i suoi amici, vengono da Trieste e vanno per Firenze. Il livello di diffidenza mi si annulla, i suoi amici si presentano, sembrano innocui.&lt;br /&gt;Così accetto l'invito. Usciamo dalla stazione e saliamo su un maggiolone verde, mezzo scassato. Loro sono simpatici, ridono e raccontano barzellette. Io ho ancora indosso i pattini.&lt;br /&gt;Arriviamo all'Arena, parcheggiamo, uomini uguali nel deserto milanese. Ci infiliamo in un bar sporco e buio, il meglio che passa questa città pigra di caldo.&lt;br /&gt;Beviamo, ce la ridiamo e si fanno le quattro del mattino. Il bar chiude. Pagano tutto i messicani. Mi offrono un passaggio dalle mie parti ma dico di no. Non ricordo più i loro nomi.&lt;br /&gt;Preferisco farmela in pattini. Così attraverso il Parco Sempione, sfilo davanti alla Stazione di Cadorna, passo per via De Amicis, taglio su viale Papiniano e poi sul Naviglio.&lt;br /&gt;C'è poca gente a quest'ora. Pattino per corso San Gottardo, arrivo in via Montegani e mi viene in mente il fornaio all'angolo con via Palmieri. A quest'ora sforna i bomboloni.&lt;br /&gt;Mi fermo in piazza Agrippa, voglio aspettare l'alba. Che arriva, invariabilmente troppo presto.&lt;br /&gt;Con la notte sulle spalle rientro a casa. I pattini sono stati bravi, domani li ripulirò e li ringrazierò ancora una volta. Non me ne separerò mai. &lt;br /&gt;Poi è accaduto che una notte li abbia messi via per non tirarli più fuori. Ora dormono in uno zaino nel sottoscala, soppiantati da un paio di roller che non posso o non so personalizzare. Il ginocchio sinistro è sicuramente da operare, non fumo più. Peso quindici chili di troppo. Ma il vibrato, quello, lo sento ancora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-3169394244660327860?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/3169394244660327860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/01/e-un-suono-cosi-profondo-che-pare-il.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/3169394244660327860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/3169394244660327860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2010/01/e-un-suono-cosi-profondo-che-pare-il.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-8444599966452106847</id><published>2009-12-30T13:45:00.008+01:00</published><updated>2010-01-01T20:22:44.220+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Forse è stata la fame, forse la pioggia, fatto sta che sono entrato.&lt;br /&gt;Ci sono ponteggi sospesi, i soffitti sono in parte divelti. La proprietà sta ristrutturando. Un modo come un altro per dare manforte a quell'apparenza che da sola giustifica la presenza di così tante persone in un centro commerciale che poteva anche non esistere. &lt;br /&gt;La luce fastidiosa e fredda mi provoca un mal di testa istantaneo. Dovrei uscire.&lt;br /&gt;Invece, compro una birra e mi siedo su una panchina. Subito, trovo una buona ragione per restare: una bambina rovescia una grande palla di gelato alla fragola sul pavimento in marmo. La madre le dà un manrovescio e la trascina via, in lacrime. Quell'enorme pozza di gelato rende scivoloso il pavimento. Solo due giorni fa avrei chiamato il personale del centro per segnalare il pericolo. Ora non mi importa. Un vecchio cammina con una donna al braccio, forse sua moglie oppure la badante ucraina trent'enne o entrambe le cose. Vanno dritti vero la pozza di gelato, sono distratti dalle vetrine.&lt;br /&gt;Immagino la scena, lui e lei gambe all'aria, il carrello fuori controllo che urta contro una vetrina, la quale va in frantumi seminando il panico tra i presenti.&lt;br /&gt;All'ultimo momento, il vecchio e la donnamogliebadantetrentenne abbassano lo sguardo contemporaneamente evitando, così, il disastro. Chissà che cosa li ha portati a guardare in basso nello stesso istante? Forse sono fatti l'uno per l'altra e hanno sviluppato un senso della sopravvivenza speciale per restare incolumi anche in mezzo ai pericoli di un centro commerciale&lt;br /&gt;Il fiume di gente non bada a me, così io bado a loro. Mi piace osservare le persone, lo faccio senza morbosità. Pura curiosità verso il genere umano.&lt;br /&gt;A volte faccio o dico cose volutamente fuori contesto, solo per vedere come reagisce chi mi sta di fronte. Ti capita mai? Non provarci mai con le masse, però. Poi ti racconterò.&lt;br /&gt;Passa un collega con sua moglie. Anche loro sono diretti verso la macchia di gelato. &lt;br /&gt;Con gli amici la cosa è diversa. Alzo il braccio per fare segno di fermarsi. Poi lo riabasso. Chi ha detto che con gli amici è diverso? E poi stiamo parlando di un collega, ufficio polizze vita, piano secondo.&lt;br /&gt;Vorrei tanto avere fatto studi di sociologia, perché ancora non mi capacito di come faccia la gente a promuovere questi non-luoghi a terreni di aggregazione sociale.&lt;br /&gt;Ma tant'è, inutile opporre resistenza ai movimenti di massa. L'importante è restare ai margini: seguire il flusso senza perdere la lucidità e la voglia di capire, di immaginare le alternative.&lt;br /&gt;Anche il mio collega e sua moglie si accorgono della macchia di gelato, la evitano, lui guarda verso di me e mi fa un sorriso beffardo o di intesa, non capisco. Ma non mi saluta. Spettacolo rimandato. Anche loro condividono il medesimo istinto di sopravvivenza del centro commerciale. Che si stia sviluppando una nuova specie umana? Un gene altrimenti recessivo che permette di essere superiori agli altri esseri umani, ma solo dentro i muri di un centro commerciale.&lt;br /&gt;La birra è finita e pure il mio malditesta. Anche la pausa pranzo è terminata. Non ho mangiato niente. Esco sotto la pioggia battente, fuori è grigio, ma in qualche modo è tutto più naturale. Attraverso la corsia pedonale, vedo l'anziano di prima che urla qualche insulto in milanese a un automobilista. Lo stava per investire.&lt;br /&gt;Questo rafforzerà in lui la convinzione che solo dentro il centro commerciale si troverà al sicuro. La sua donnamogliebadantetrentenne sculetta col carrello verso la macchina. Ha l'aria serena di chi vive nel migliore dei mondi possibili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-8444599966452106847?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/8444599966452106847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/12/forse-e-stata-la-fame-forse-la-pioggia.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/8444599966452106847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/8444599966452106847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/12/forse-e-stata-la-fame-forse-la-pioggia.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-8457934516216452744</id><published>2009-12-21T16:13:00.004+01:00</published><updated>2009-12-21T16:21:45.806+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ci sono stati d'animo che non puoi governare, per esempio la neve.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-8457934516216452744?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/8457934516216452744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/12/ci-sono-stati-danimo-che-non-puoi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/8457934516216452744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/8457934516216452744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/12/ci-sono-stati-danimo-che-non-puoi.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-8483111313084523188</id><published>2009-12-20T04:54:00.003+01:00</published><updated>2009-12-20T05:13:18.323+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Non riesco a vivere senza procurarmi emozioni.&lt;br /&gt;Non riesco a vivere senza cioccolata.&lt;br /&gt;Non riesco a vivere di discorsi vuoti.&lt;br /&gt;Non riesco a vivere senza te, senza loro.&lt;br /&gt;Ancora, mi chiedo quale sia una vita di insensibilita', passata a educare il bello davanti a una vetrina.&lt;br /&gt;Ma la generazione Carrefour e' vincente, oggi.&lt;br /&gt;Condannata all'estinzione al primo inciampo.&lt;br /&gt;Mi hai chiesto come faccio a sopravvivere.&lt;br /&gt;E' facile, per chi non vive di marchi, vedere il meglio in tutte le situazioni.&lt;br /&gt;Perche' il materiale umano e' vasto e vario e offre spunti per veri e propri banchetti d'immaginazione.&lt;br /&gt;Eccomi, dunque, alle casse mentre ballo con la signora bionda, mentre pattino sul banco surgelati, mentre penso da dov'e' che hai detto che viene l'amore.&lt;br /&gt;Pensavo di avere esaurito le energie, in tal senso. E invece si aspettava solo il giusto testo, il giusto momento.&lt;br /&gt;L'immaginazione non la uccidi, se non da piccola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-8483111313084523188?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/8483111313084523188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/12/non-riesco-vivere-senza-procurarmi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/8483111313084523188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/8483111313084523188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/12/non-riesco-vivere-senza-procurarmi.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-2607174366342876882</id><published>2009-11-01T01:57:00.006+01:00</published><updated>2009-12-04T14:43:28.332+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>"Sai, mamma, quello che mi dispiace di più di tutta questa storia, non è tanto la mia morte, ma il calvario che tu, Ilaria e papà state subendo.&lt;br /&gt;Da qui posso percepire il vostro dolore come fosse mio: dirompente, ti apre in due il petto, &lt;a href="http://www.cnrmedia.com/notizia/newsid/6267/il-caso-di-stefano-cucchi-morto-per-una-caduta-in-carcere-ecco-le-foto-mostrate-dalla-famiglia.aspx" class="linktxt"&gt;e io so cosa vuol dire&lt;/a&gt; &lt;i&gt;(attenzione, foto del cadavere di Cucchi)&lt;/i&gt;. Ti avvelena l'animo e non ti da pace.&lt;br /&gt;E quando, di norma, a un dolore seguirebbe una fase di somatizzazione, di razionalizzazione, ecco che questo processo vi viene negato.&lt;br /&gt;Non sono caduto dalle scale, questo nemmeno &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_30/farefuturo-cucchi-verita_7e13e66a-c545-11de-bfa4-00144f02aabc.shtml" class="linktxt"&gt;un coglione può crederlo veramente&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;E non saprei dirvi con certezza &lt;a href="http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=23410&amp;sez=HOME_ROMA&amp;npl=&amp;desc_sez=" class="linktxt"&gt;chi mi ha dato il primo pugno&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Mi sentivo impunibile, è vero. Quei venti grammi di hashish in tasca non mi preoccupavano più di tanto. Ben &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Dell%27Utri" class="linktxt"&gt;altri criminali&lt;/a&gt; siedono addirittura in parlamento. Ben altri erano i problemi che mi affliggevano per pensare che una legge tanto cieca e incapace di distinguere tra droga e droga, potesse instradarmi per il vicolo che mi ha condotto dritto verso la morte.&lt;br /&gt;Di fatto, eccomi qui, sul freddo tavolaccio di acciaio di un obitorio, il petto ricucito alla bell'e meglio, in posa involontaria per gli ultimi scatti.&lt;br /&gt;Nemmeno un sorriso per te, cara mamma.&lt;br /&gt;Io, da quassù, non mi do più tanta pena per il mio destino e per il decorso della giustizia che so già a favore dei responsabili della mia morte che, in un modo o nell'altro, se la caveranno.&lt;br /&gt;Voi, all'ennesima sentenza che dichiarerà che tutto sommato la mia morte non avrà meritato la minima considerazione, vi sentirete nuovamente orfani di un figlio (mi sono sempre chiesto perché non esista una parola che definisce lo stato di un genitore che perde un figlio).&lt;br /&gt;E, come accade in questi casi, perderete la fiducia che avete sempre avuto nelle istituzioni, fino a ieri immaginate a tutela della sicurezza vostra e della vostra famiglia.&lt;br /&gt;Ora sapete che potrebbe non essere vero. Che chi indossa un'uniforme può essere indifferentemente onesto o codardo, pavido o eroe. E che non è facile distinguere, a seguito dell'uniformità data, appunto, dall'uniforme, dove stia l'ufficiale stronzo, dove stia, invece, quello pronto a dare la vita per il prossimo, a prescindere.&lt;br /&gt;Io, purtroppo, in una sola notte, ho trovato il gruppo di stronzi che facevano il turno tutti insieme, che fossero in uniforme o meno. E che non sapevano che i detenuti bisogna massacrarli di sotto, che siamo in un paese civile, noi. Che se no, poi, ci scappa il testimone e rischi la rivolta.&lt;br /&gt;Probabilmente qualche scapaccione me lo meritavo, ma quello che mi è stato fatto, com'è vero iddio, non dovrebbe essere mai fatto a nessuno. Non in una caserma, non in un sito istituzionale. A me, che pensavo che di Bolzaneto ce ne fosse una sola.&lt;br /&gt;Tu, mamma, cerca di ricordarti di me per come ero, le ossa tutte intere come me le hai fatte, gli occhi entrambi al loro posto, la mandibola dritta.&lt;br /&gt;Vorrei che il tuo pensiero, ogni sera, venga rivolto a noi quattro intorno a quella torta di compleanno, me che la taglio, il papà come sempre imbarazzato ma visibilmente commosso dall'intimità della famiglia, Ilaria ancora piccina e nei tuoi occhi, indelebile, il mio radioso futuro. Ti bacio, tuo Stefano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-2607174366342876882?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/2607174366342876882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/11/sai-mamma-quello-che-mi-dispiace-di-piu.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/2607174366342876882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/2607174366342876882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/11/sai-mamma-quello-che-mi-dispiace-di-piu.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-9097310297649803698</id><published>2009-10-28T19:02:00.002+01:00</published><updated>2009-10-28T19:26:13.292+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;i&gt;(...) Da dov'è che hai detto che viene l'amore?, mi chiedesti quel giorno e io me lo ricordo come se fosse ieri e in quello stesso giorno, il giorno più lontano che io ricordi, tu scopristi tutto quello che c'era da sapere sul mio conto. Mi guardavi e ridevi. La mia figura allampanata e goffa ti ha sempre fatto ridere. Come darti torto. Durante l'amore mi dicevi fermati, non ci riesco, devo ridere, mi fa male lo stomaco se non rido.&lt;br /&gt;La vita è vita, mi dicevi spesso, e all'interno di essa non c'è spazio per la morte.&lt;br /&gt;E' vero, la morte non mi riguarda, e io lo capisco solo adesso, tutto quello che noi viventi possiamo dire della morte è di seconda mano, non vale niente - lascia stare i pensieri, mi dicevi ridendo.&lt;br /&gt;Adesso, in questo preciso momento, mi sento completo, realizzato. La tua morte non ha nessun impatto sulla mia vita.&lt;br /&gt;(...)&lt;br /&gt;Ti ho chiesto se avevi paura, hai detto di no, te lo ricordi? Del resto è successo solo poche ore fa. E poi mi hai sorriso. Per l'ultima volta.&lt;br /&gt;(...)&lt;br /&gt;Nell'atto, disperato e retrospettivamente inutile di riportati in vita, pronunciai con forza il tuo nome, una volta, due volte, ma tu non hai mosso un solo muscolo e in me si aprì l'abisso.&lt;br /&gt;(...)&lt;br /&gt;Hai conservato fino all'ultimo respiro la tua lucidità e il tuo umorismo. Fortuna ha voluto che la barzelletta che ti è morta in gola, già la conoscevo.&lt;br /&gt;(...)&lt;br /&gt;Certe cose non cambiano, così, dall'oggi al domani. Le mie dita cercheranno ancora la tua pelle screpolata, le mie labbra cercheranno ancora, invano, le cicatrici sulla tua schiena.&lt;br /&gt;(...)&lt;br /&gt;Mi stiracchio ricordando al mio corpo di non barcollare e alla mia mente che nella relatà manca lo spazio, e il tempo, per le rappresentazioni, che nei casi di necessità, occorre sapere dove siamo, quindi chiudo gli occhi per un momento, faccio un respiro profondo. L'orologio che porto al polso mi dice undici e cinquantacinque.&lt;br /&gt;Bisogna anzitutto toglierti il pigiama (...)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ovunque tu sia, sconosciuto autore del brano di cui riporto questo stralcio, io ti devo qualcosa, se non altro un grazie.&lt;br /&gt;Conservo da anni la stampata del tuo post e ieri l'ho ritrovata e riletta.&lt;br /&gt;E come ogni volta che la rileggo, mi sono ritrovato in una dimensione altra.&lt;br /&gt;Raramente ho letto parole tanto efficaci, involontariamente efficaci.&lt;br /&gt;Per questo, vorrei poterti dire o scrivere un bel grazie di persona, se solo sapessi chi sei.&lt;br /&gt;Per questo ho bisogno di una mano. Magari qualcuno ti conosce, magari qualcuno sa di te. Il post di intitolava &lt;i&gt;Rappresentazioni&lt;/i&gt; ed è, a mio avviso, quanto di più intimo e profondo e giusto e sublime e dannatamente, magistralmente bello sia stato scritto a seguito, ahimé, della morte di una persona amata.&lt;br /&gt;Chi sei? mi chiedo quando ti leggo. Cosa sei, ora?&lt;br /&gt;Perché non so più qual è il tuo blog? Le tue parole meritano di continuare a esistere oltre il mio cassetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-9097310297649803698?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/9097310297649803698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/10/blog-post.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/9097310297649803698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/9097310297649803698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/10/blog-post.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-6234329687664686384</id><published>2009-08-10T22:43:00.002+02:00</published><updated>2009-08-10T22:44:18.614+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Non ti illudere, non esistono poteri buoni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-6234329687664686384?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/6234329687664686384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/08/non-ti-illudere-non-esistono-poteri_5734.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/6234329687664686384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/6234329687664686384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/08/non-ti-illudere-non-esistono-poteri_5734.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-2172573010751671185</id><published>2009-08-05T11:05:00.003+02:00</published><updated>2009-08-05T11:17:33.204+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Dice che alcuni operai della &lt;a href="http://milano.repubblica.it/?ref=hpsbsx" class="linktxt"&gt;Innse&lt;/a&gt; si sono barricati su un carro ponte per protestare contro la chiusura della fabbrica.&lt;br /&gt;Dice che la fabbrica funzionava bene, c'è dietro una speculazione.&lt;br /&gt;Dice che i cinque operai hanno chiesto l'intervento di Berlusconi.&lt;br /&gt;Dice che al massimo gli manda la &lt;a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/6949372/1/5" class="linktxt"&gt;D'addario&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-2172573010751671185?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/2172573010751671185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/08/dice-che-alcuni-operai-della-innse-si.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/2172573010751671185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/2172573010751671185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/08/dice-che-alcuni-operai-della-innse-si.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-655516446731803328</id><published>2009-07-30T21:51:00.000+02:00</published><updated>2009-07-30T21:52:48.290+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Oggi non è che sia stata una giornata memorabile, non in senso positivo.&lt;br /&gt;Esco da una dipendenza da sistema operativo Apple durata vent'anni e mi ero quasi rassegnato alla vita da schiavo della riparazione che ogni utente Windows conduce quotidianamente senza sapere perché: per lavorare ottanta ore, quattro le deve dedicare alla manutenzione del PC.&lt;br /&gt;E' come se ogni ottanta chilometri la tua automobile, chissà perché, per potere funzionare dovesse percorrerne quattro di seguito in retromarcia, con te chino nel vano motore che gli cambi le punterie scambiandole per albicocche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-655516446731803328?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/655516446731803328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/07/oggi-non-e-che-sia-stata-una-giornata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/655516446731803328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/655516446731803328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/07/oggi-non-e-che-sia-stata-una-giornata.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-1590727240886032055</id><published>2009-07-11T22:54:00.002+02:00</published><updated>2009-07-11T23:14:12.322+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Comparse&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Forse non ti ricordi più, ma io quella mattina corsi più veloce di te.&lt;br /&gt;E fui io a raccogliere la medusa a mani nude, perché un pescatore proprio il giorno prima mi aveva assicurato che non avrei sentito niente: una volta morta, la medusa è inerte, mi disse. Per me fu normale, per te una specie di prodigio.&lt;br /&gt;Forse non ti ricordi più, ma io quella mattina riposi la chitarra non per stanchezza, ma perché volevo rimanere solo con quel dolore che mi teneva sveglio da due notti.&lt;br /&gt;Forse non ti ricordi nemmeno che ti chiesi due bomboloni.&lt;br /&gt;Forse non ti ricordi che ti dissi di aspettare settembre, che ci saremmo rivisti e invece, dopo sei anni, non mi feci mai più vivo. Chiedi mai di me?&lt;br /&gt;Forse non ti ricordi, ma odiavo ballare insieme a te: eri più sgraziata, più imbarazzata, forse anche più brutta di me. Eravamo due numeri dispari costretti sulla stessa pista.&lt;br /&gt;Forse non ti ricordi, forse non lo sai, ma il tuo intervento mi evitò la morte.&lt;br /&gt;Forse nemmeno sai che il tuo passaggio è stato qualche cosa di più della &lt;a href="http://milanovalencia.wordpress.com/2009/07/08/schegge/" class="linktxt"&gt;scheggia&lt;/a&gt; di una tazza sbeccata.&lt;br /&gt;Forse ancora ignori che imparai a saltare dal sagrato grazie a te.&lt;br /&gt;O che tutto questo è merito tuo, o del destino, chissà.&lt;br /&gt;Io, di preciso, non ricordo con esattezza il tuo volto, il tuo sguardo o la tua voce. Chiunque tu sia, sei ormai un alone che sfuma nei miei ricordi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-1590727240886032055?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/1590727240886032055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/07/comparse-forse-non-ti-ricordi-piu-ma-io.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/1590727240886032055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/1590727240886032055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/07/comparse-forse-non-ti-ricordi-piu-ma-io.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-3422142919059680827</id><published>2009-07-07T09:35:00.002+02:00</published><updated>2009-07-07T09:47:15.581+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ieri il Nadali, tra le tante belle cose che mi ha regalato, mi ha anche dato qualche numero di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mente_e_Cervello" class="linktxt"&gt;Mente&amp;Cervello&lt;/A&gt;, un mensile di psicologia e neuroscienze che seguo con interesse.&lt;br /&gt;Mi ha colpito, sulla cover del numero dello scorso aprile, lo strillo di un articolo che mi incuriosisce: "Comportamento: come perdere il vizio di rimandare a domani".&lt;br /&gt;Poi lo leggo e vi dico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-3422142919059680827?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/3422142919059680827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/07/ieri-il-nadali-tra-le-tante-belle-cose.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/3422142919059680827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/3422142919059680827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/07/ieri-il-nadali-tra-le-tante-belle-cose.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-7153335986661985997</id><published>2009-07-05T06:49:00.003+02:00</published><updated>2009-07-05T06:52:28.454+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Agenda fiscale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Mi ha chiamato il commercialista. Dice che &lt;a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/connect/Nsi/Documentazione/Dl+anticrisi+e+milleproroghe/?id=e58cc64cd6e2265" class="linktxt"&gt;il 15 luglio&lt;/a&gt; scadono i termini per pagare le zoccole al Presidente del Consiglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-7153335986661985997?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/7153335986661985997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/07/agenda-fiscale-mi-ha-chiamato-il.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/7153335986661985997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/7153335986661985997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/07/agenda-fiscale-mi-ha-chiamato-il.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-8202592650292780877</id><published>2009-06-14T17:27:00.001+02:00</published><updated>2009-06-14T17:30:09.418+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>C'è aria di fascismo e non so cosa mettermi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-8202592650292780877?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/8202592650292780877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/06/ce-aria-di-fascismo-e-non-so-cosa.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/8202592650292780877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/8202592650292780877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/06/ce-aria-di-fascismo-e-non-so-cosa.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-3654551439037361145</id><published>2009-06-13T14:05:00.001+02:00</published><updated>2009-06-13T14:06:05.155+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Nessuno mi aveva mai chiesto di cancellare un mio post.&lt;br /&gt;Prima e ultima volta. :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-3654551439037361145?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/3654551439037361145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/06/nessuno-mi-aveva-mai-chiesto-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/3654551439037361145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/3654551439037361145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/06/nessuno-mi-aveva-mai-chiesto-di.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3150340.post-1560316598602418468</id><published>2009-06-08T15:10:00.009+02:00</published><updated>2009-06-13T15:30:39.314+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Dunque, pare sia in arrivo una nuova tempesta. &lt;br /&gt;Leggevo su &lt;i&gt;Il Ribelle&lt;/i&gt; di Massimo Fini un simpatico articoletto a firma di Daniele Lazzeri.&lt;br /&gt;Dice il Lazzeri che dopo i mutui subprime, che hanno contribuito ad affossare prima del termine un sistema di per sé insostenibile basato sul debito e sul consumo a tutti i costi pena il blocco del movimento di una liquidità inesistente e ora artificiosamente stampata su carta da culo quale sta diventando, ad esempio, il dollaro statunitense, dopo questa prima fase, dicevo, gli analisti più attenti sono in attesa dell'aggravarsi della crisi che verrà in seguito alla scadenza della data di rinegoziazione dei famigerati mutui &lt;i&gt;alt-a&lt;/i&gt; e degli &lt;i&gt;option arm&lt;/i&gt;, per un ammontare totale di 1.000 miliardi di dollari (una Legge Finanziaria italiana gira intorno ai 15 miliardi di euro, per dire).&lt;br /&gt;Il giochino della rinegoziazione della rata del mutuo è basato su un ipotetico scenario futuro definito a una certa data (a partira da metà del 2010 fno al 2011) in cui la rata del mutuo erogato a un target di clientela ad altissimo rischio verrà rinegoziata con un rialzo stimato fino al 30% in più rispetto al pattuito iniziale.&lt;br /&gt;Si fa presto a fare i conti: una rata di 800 dollari che già in molte famiglie faticano a pagare, salirà a 1.040 dollari. Significa default.&lt;br /&gt;I pignoramenti previsti sfiorano il 50% del totale.&lt;br /&gt;L'economia statunitense, già corrosa e già a tutt'oggi tenuta in vita artificialmente dal debito pubblico, subirà forse la definitiva spallata. Se vi riesce per tempo, spostatevi. &lt;br /&gt;E comprate, in edicola, &lt;a href="http://www.ilribelle.com" class="linktxt"&gt;&lt;i&gt;Il Ribelle&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;. Per ora non è vietato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3150340-1560316598602418468?l=www.rilletti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/1560316598602418468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/06/dunque-pare-sia-in-arrivo-una-nuova.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/1560316598602418468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3150340/posts/default/1560316598602418468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.rilletti.it/2009/06/dunque-pare-sia-in-arrivo-una-nuova.html' title=''/><author><name>rillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02599155779501401048</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08504748413519797120'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>