Mi sembra quasi surreale che la sinonimia tra Pd e PDL sia tanto impercettibile da far sì che esistano davvero due schieramenti di elettori che si credono contrapposti.
In pratica la domanda è: tutto a posto con la coscienza per le future elezioni?
Non lo chiederei tanto all’elettore PDL, quello lo sa bene chi sta andando a votare, mica chiede onestà ai suoi politici, sarebbe un paradosso in termini.
Quali e quante supercazzole dovrebbe, invece, ingoiare un elettore del PD per rivotare con la stessa convinzione? O è abitudine. Vi prego, ditemi che è abitudine, lo capirei.

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Devo correre

È quasi fisica la sensazione di fastidio che provo nel constatare che mentre mi stavo allacciando le scarpe a bordo pista, qualcuno sfilava oltre senza vedermi e ora che sono io a correre non riesco ad aspettare che altri finiscano di indossare il loro paio di scarpe giuste.

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Opposti

La vicinanza è anche un sms con una ricetta elaboratissima più altri due con ulteriori dettagli o trucchi del mestiere. E un quarto ancora con un caloroso saluto e una sfida a chi produrrà i migliori cantucci. Si conferma *anche* così una comunanza o un’umanità se non proprio un’amicizia, anche se ancora faccio fatica a capire l’amicizia e a esserne grato senza scazzare.
Il suo contrario, di sicuro, è il silenzio e l’indifferenza, come se nulla sia mai stato. Non vale più nemmeno un mio pensiero e persino il mio disprezzo sarebbe troppo onorevole. Al massimo posso metterci l’urto di vomito che provo quando misuro il tempo che ho passato a crederci. Io solo.

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Convivialità

A Poggio Rusco la vita è dura. Ho appena mangiato uno stracchino fresco con sei tigelle fatte al volo in casa.
Stefano contemporaneamente mi ha offerto una bottiglia di Recioto.
Qui in pratica il peso forma è fuori legge. Appena lo nomini, subito per punizione ti fanno mangiare un salame intero e il giorno dopo ti interrogano per capire se hai espiato o meno. I recidivi sono impalati con la mortadella.

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Fraintendimenti

Quando i sequestratori del tesoriere di Berlusconi, Spinelli, hanno chiesto i 35 milioni di euro in cambio di una compromettente chiavetta, dicono che il Cavaliere era perfino entusiasta all’idea. Aveva capito “chiavata”.

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D’inverno, l’acqua esce calda dopo un secondo invece che dopo tre minuti.

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Manuale della pace interiore

In caso di divergenze, per evitare conflitti, una delle due parti dovrebbe abbassare la testa per il bene della propria tribù, subire privazioni, dolore e ingiustizia e mentire dichiarando con il sorriso che va tutto bene, che c’è stata una scelta di annullamento del sé condivisa.
Non servono poi così tanti sacrifici per essere contenti, no? Basta essere l’altra parte.

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“C’era una volta…
il ragionier Bianchi, di Varese. Era un rappresentante di commercio e sei giorni su sette girava l’Italia intera, a Est, a Ovest, a Sud, a Nord e in mezzo, vendendo medicinali. La domenica tornava a casa sua e il lunedì mattina ripartiva. Ma prima che partisse, la sua bambina gli diceva: -Mi raccomando, papà: tutte le sere una storia.

Così ogni sera, dovunque si trovasse, alle nove in punto il ragionier Bianchi chiamava al telefono e raccontava una storia alla bambina.
….
Mi hanno detto che quando il signor Bianchi chiamava Varese le signorine del centralino sospendevano tutte le telefonate per ascoltare le sue storie. Sfido: alcune erano proprio belline”.
(G. Rodari, Favole al telefono)

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Bianco o nero

Noi siamo quelli che sopportano, sopportano, sopportano.
Poi una sera vi facciamo la sorpresa e distruggiamo tutto con quattro parole, da un giorno all’altro. Perché noi non possiamo parlarne un po’ prima, giusto per capire se si può fare qualcosa: non ve lo meritate, nemmeno dopo una vita, perché noi siamo quelli che sopportano, quelli che o è bianco o nero, quelli che se non capite da soli siete condannati all’ignoranza e al dolore che vi procureremo.
È giusto così. Non è colpa nostra, siete voi che parlate troppo. Siete voi che dovevate capire, non ne valeva la pena nemmeno parlarne.

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Solo due pieghe

Pimpirlino sai di carta fa malissimo…

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