Due Paesi in guerra

Ieri notte solleggevo un articolo che riporta i risultati di uno studio in cui si afferma che un sacco di gente stipendiata dal loro datore di lavoro per lavorare un certo numero di ore, utilizza alcune di queste ore per lavorare inconsapevolmente per Facebook.
E come? Riempendolo di contenuti personali o meno che permetteranno ad altre persone di buttare via a loro volta del tempo pagatogli da altri datori di lavoro in letture che non aumenteranno di un solo punto il sapere o il benessere di alcuno, a parte il numero di contatti e il fatturato di Facebook stessa.
È un po’ come certa televisione: si fa per autoalimentarsi, per fare sopravvivere gli attori e i lavoratori che di questa vivono.
Per molti, infatti, non è facilmente accettabile che davvero qualcuno guardi, non pagato, chessò, Uomini e Donne senza provare un senso di frustrazione per il mancato senso dato alla propria esistenza e per non avere approfittato del privilegio di avere avuto un cervello capace di elaborare pensieri profondissimi, buttando via per sempre una porzione di tempo mai più recuperabile per accrescere il proprio io, anche solo affermando che no, il mio tempo vale molto di più di certe trasmissioni così troppo del cazzo.
Poi, è anche vero che il proprio tempo ognuno è lecito che lo impieghi a proprio modo, magari lamentandosi proprio su Facebook di avere come prossimo Presidente della Repubblica un farabutto condannato in Cassazione che anche grazie a Uomini e Donne si sarà potuto comprare anche la più alta carica dello Stato (a proposito, quanto vale un posto al Quirinale, al tempo di Renzi?), in barba a tutti coloro che quando riguardano a distanza di anni le immagini degli attentati di Capaci e via D’Amelio pensano che sì, la Mafia ce l’ha fatta, i mafiosi sono nostri capi e noi complici nel nostro silenzioso permettere che si parli di una presidenza della Repubblica mafiosa come se questo fosse giusto, normale perché tanto lo fanno tutti e quindi è giusto.
Viviamo un incubo, noi consapevoli, che voi altri non potreste comprendere nemmeno per immagini.
Questa è la vera divisione del Paese, non destra e sinistra. E non c’è possibilità di dialogo tra abitanti di dimensioni così diverse tra loro, per forza di cose uno dei due fronti dovrà soccombere o cambiare aria.

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