Ci sono assenze (ma così piccole)

Ci sono assenze che sono più di mancanze. A volte lievi, sfuggenti ti attraversano il petto sotto un cielo a tratti azzurro, a tratti nuvoloso.
Ci sono assenze che sono più di un dire vuoto, e parlo di piccole assenze così brevi e vicine da risultare banali. E aspetti non tanto il calco che copi lo stampo bensì quella presenza che con il suo apparire, parlare, sorridere o pasticciarti le labbra si faccia liquida e riempia davvero ogni anfratto, ogni angolo e perfino quel buco che poco prima ti attraversava il petto e che ora invece pare solo un piccolo oblò dal quale affacciarsi e rimanere così, a sorridere con il naso all’insù.

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