Mi sembra quasi surreale che la sinonimia tra Pd e PDL sia tanto impercettibile da far sì che esistano davvero due schieramenti di elettori che si credono contrapposti.
In pratica la domanda è: tutto a posto con la coscienza per le future elezioni?
Non lo chiederei tanto all’elettore PDL, quello lo sa bene chi sta andando a votare, mica chiede onestà ai suoi politici, sarebbe un paradosso in termini.
Quali e quante supercazzole dovrebbe, invece, ingoiare un elettore del PD per rivotare con la stessa convinzione? O è abitudine. Vi prego, ditemi che è abitudine, lo capirei.

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Una risposta a

  1. Broono scrive:

    La domanda finale si basa su 3 presupposti che vengono dati per oggettivi e che invece, se riportati alla loro forma di pura ipotesi, rendono la richiesta non esaudibile:
    1) che l’elettore (medio) PD abbia fino a oggi dato il suo voto per convinzione.
    2) che l’elettore (medio) PD sia elettore che tende a replicare il voto nella medesima direzione
    3) che l’elettore (medio) PD sia elettore che vota per abitudine

    Io credo invece che l’elettore (medio) PD non risponda a nessuna di quelle 3 caratteristiche e che per questo alle prossime elezioni la % che al PD verrà a mancare sarà esattamente quella che identifica chi non rientra in quelle 3 categorie.
    Che essendo (a mio avviso) l’elettore medio del PD dovrebbe tradursi in un calo se non della metà sicuramente di più del 30%.
    Al PD come lo conosciamo oggi naturalmente, che con ogni probabilità non sarà lo stesso che verrà ripresentato al prossimo appuntamento proprio perché consapevole che il viaggio così come pensato è concluso e non è più replicabile.
    Che il PD abbia concluso il suo ciclo lo sanno gli elettori e lo sanno i dirigenti, che non a caso non hanno avuto alcuno scrupolo a riposizionarsi tutti in aree vistosamente in conflitto con quanto fino a ieri identificabile con il PD.
    L’incoerenza tra quanto detto in campagna elettorale e quanto fatto in questa fase, da ogni parte utilizzata come motivo di critica al “PD”, è in realtà questo riposizionamento qui.
    La campagna elettorale l’ha condotta il PD, questo governo è la materializzazione di quella parte di PD che ha deciso di superare il PD e che per questo non viene toccata dalle critiche di cui sopra.
    Gli elettori che vorranno riconfermare il loro voto non dovranno far altro che riprodurre lo stesso processo.

    A margine e per aiutare a visualizzare il processo, aiuta ricordare come la parte Renziana che sottoscrisse l’impegno a sostenere il premier di coalizione alle politiche chiunque avesse vinto le primarie, non ci mise nemmeno 3 secondi a smentire in cabina elettorale quell’impegno sottoscritto, nel momento in cui il premier vincitore non fu Renzi.
    E viceversa con ogni probabilità avrebbero fatto i bersaniani.
    E’ lì che va datata la morte del PD, non nei giorni dell’elezione del Presidente della Repubblica.
    Tu stai chiedendo ai “renziani” come potranno votare insieme ai “bersaniani” la prossima volta, dimenticandoti che non l’hanno fatto nemmeno la precedente, insomma.

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