Setacciando sabbia sulla riva del mare si possono notare curiosi fenomeni dell’infinitamente piccolo che nell’intera economia dell’universo hanno peso quasi nullo.
Il più meritevole di menzione è certamente quello dell’insabbiamento dei disagi altrui. Questi, infatti, colano via insieme al sudore dal corpo dei bagnanti che a vario titolo si sentono a disagio, magari perché non sono del tutto certi della loro forma fisica o del loro stato di cose e non riescono a essere molto spontanei.
Il secondo è quello dell’annegamento dei rapporti e si verifica quando un rapporto viene gettato a mare da qualche passante sulla battigia, così come si fa quando sulla spiaggia trovi qualche strana forma di vita di cui non sai precisare la natura ma che dai per scontato che sia di mare come tutti gli altri, visto che è lì. Capita a volte che si lanci via un rapporto che stava radicando proprio lì sulla battigia ed ecco che lo ammazzi nel peggiore dei modi.
Talvolta i suoi resti dicotomizzati vengono riportati alla spiaggia dalla risacca e si mescolano, tra un granello e l’altro, insieme al disagio di cui sopra e al Coppertone che la signora della sdraio in prima fila fece cadere a fine stagione l’estate scorsa.
Cose ordinarie, nel loro piccolo, ma giganti per un granello di sabbia.
Ne vale la pena
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