|
RILLO BLOG La via d'uscita è dentro di te, ma è sbagliata |
|
DOSE MINIMA GIORNALIERA: aladin | apiedinudinelpaddock | ark | asphalto | auro | aurocchio | b.georg | bellacci | betta | biccio | broono | bravuomo | buba | cannella | emma | fatadeifiori | flounder | fraps | hotel messico | leo | lieveansia | littlelakes | livefast | masciu, il zio masciu | Dottoressa Mi | elementosghembo | mik | narsil | pat | placidasignora | polaroid | sable | sphera | squonk | strelnik | SU | taikiki | tequila | vx | wile | zu |
|
domenica, aprile 11
Questa è la storia del bambino che decise di non dormire mai più, che l'ultima volta fece un sogno spaventoso e pianse così a lungo che quando il suo amico lo passò a chiamare lo riconobbe a stento.
Questa è anche la storia dell'adulto che decise che non era proprio il caso di volare, che l'ultima volta stette male, non tanto all'atterraggio e neppure durante il volo, quanto al decollo. Mai avrebbe pensato a una tale pressione esercitata sul proprio petto, sulle proprie gambe. Per un attimo desiderò addirittura una tuta antiG. Ma presto si abituò. Stava male lo stesso, ma si abituò. Il bambino girovagava lungo i vialetti del suo piccolo quartiere ed era tutto polvere bianca, che l'asfalto era per pochi. E fu in uno di quei viali che incontrò l'uomo, in piedi e apparentemente zitto davanti a un mucchio di pezzi di legno. Quando gli si fece vicino, si accorse che in realtà l'uomo era in lacrime e che le lacrime gli sgorgavano senza soluzione di continuità e sembrava un piccolo rivolo di montagna accompagnato da un flebile lamento come di chi, dopo una immane fatica fisica, si lamenti dei muscoli indolenziti. l bambino fissò l'uomo a lungo, senza dire una parola. Me, pensò il bimbo, pure me piango di tanto. Ma di sicuro, si disse, non lo farò per sempre come 'sto grullo. Sicché tirò su col naso e si disse che in fondo c'era ben altro da vivere, c'era altra vita, c'era altro mondo e non poeva essere di piangere e non dormire per così poco, per un sogno spaventoso. E pensando questo, si coricò sulla prima panca di legno che trovò sul viale e dormì per due giorni interi. Chi lo vide svegliarsi, potè constatarne le guance rubizze e gli occhi vigili. D'intorno, nessuna traccia né dell'uomo, né dei legni e del sogno neppure la paura. Che poi dirai, ma che c'entra tutto questo? Nulla, proprio di nulla, tengo solo a mente.
Commenti:
Questa, invece, è la storia di un adulto che non solo adorava sognare, ma che se poteva, lo faceva a tutti i costi. Nessun sogno, nemmeno il più assurdo e spaventoso, era paragonabile alla sua realtà e cosi' sempre più spesso vi si rifugiava e per farlo, sebbene ormai grande, si calava abnormi quantitativi di pasticche psicotrope e funghi allucinogeni.
Smettila, Roby con quelle sostanze.... Lo sai che alla lunga ti fanno male.... E dire che sei stato proprio tu a comvincermi a smettere di fumare.... Pao
Sospettavo che i funghi che il vicino mi regala ogni tanto non fossero esattamente dei porcini...
Beh, meglio così, no? ;) << Home page
|
Posta un commento