RILLO BLOG

La via d'uscita è dentro di te, ma è sbagliata

sabato, marzo 20

 
No che non è facile lasciare qualcosa o qualcuno a cui tieni. E se lo fai sotto il giogo di un sentimento che non vuoi sopportare, non è più lasciare, è abbandonare.
Per questo, quasi sempre, credo sia preferibile salutare quando le cosa vanno bene, quando l'armonia è al massimo.
Una volta diedi le dimissioni da un'agenzia pubblicitaria in seguito a ciò che ritenni uno sgarro da parte del titolare: fu antipatico andarsene senza sorridere. Anni dopo lo riincontrai per caso e fu un sollievo chiarirsi.
D'altra parte, l'abbandono ha il suo fascino. Samuele, a cinque anni, venne da me in preda a un pianto incontenibile e dirompente. Mi spiegò che si era immaginato di scappare di casa e si era figurato la nostra disperazione la quale a sua volta lo emozionava e lo faceva piangere ancora di più. Cercai di calmarlo spiegandogli che nessuno avrebbe mai abbandonato la famiglia. Si fece serio improvvisamente e andandosene disse: lo so, ma mi piaceva piangere.
 
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