Musica.
Metti su quella che vuoi. L'importante è che tu ti senta a tuo agio.
Metti pure i piedi sul divano. Un bicchiere di rosso, poi un altro.
Sei brillo abbastanza? Bevi ancora...
Ti racconto una storia, non per forza vera, non per forza il protagonista mi riguarda. E' pure noioso ricevere le tue e-mail in cui mi chiedi spiegazioni.
Non ci sono spiegazioni. E' una storia.
Parliamo di un'estate. In genere succede tutto d'estate. Hai mai sentito, infatti, di qualcosa successo d'inverno, a parte la ritirata di Russia, dico?
Pure Watrerloo è successo d'estate, o quasi. Forse in giugno.
E pure quel giorno era estate e un uomo attraversava il pratone in cerca di qualcosa che lo tenesse ancora più caldo.
Trovò le braccia di una donna che quella mattina si era alzata come si alzava tutte le mattine e invece dei panni scaldati dal sole, trovò il calore di un uomo e quet'uomo sapeva di tabacco, fango, sudore e cose lontane.
Si guardarono negli occhi per qualche ora, il tempo di capire che il loro amore era a tempo determinato e il termine era giunto.
L'uomo partì, nacque un bambino e correva, correva sempre sul pratone, lo stesso che suo padre attraversò prima di essere suo padre, prima di essere solo un ricordo.
E pure gli occhi erano gli stessi. La madre lo guardava e vedeva il suo amore. Il sorriso, poi, sembrava essere stato strappato al padre.
Il bambino crebbe, divenne uomo, le epoche passarono e quello stesso uomo trovò una sua guerra e attraversò anche lui il suo pratone. E i fili d'erba portavano storie antiche, storie di uomini e guerre e di amori e di occhi e sorrisi.
La morale non c'è. Ho bevuto quattro calici di rosso all'aperitivo più palloso e umiliante della mia vita.
Scrivo per non guidare. Campagna antialcool 2010
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