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RILLO BLOG La via d'uscita č dentro di te, ma č sbagliata |
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lunedė, febbraio 8 Tu, mio. Due parole che, insieme ad altre, alzano il pelo sulla schiena di chi legge. Due parole che Caia ripete in un paio di occasioni a te che vedi con gli occhi del protagonista adolescente che diventa adulto nell'arco di un'estate, sulla barca dello zio pescatore. E' un mondo, quello descritto da De Luca, che ognuno di noi deve avere vissuto, pena non aver mai vissuto l'adolescenza: memoria, sensazioni, vita, sole, sale, urla e corse selvatiche e uomini che ci insegnano qualcosa. Tutto, in questo romanzo, ti investe e ti lacera e ti fa allegria e tristezza e nostalgia. La calma e la saggezza del protagonista si comprendono solo in funzione di quello che lui vale per lei. Tu, mio č quello che ognuno di noi ha detto o avrebbe voluto dire alla propria innamorata, alla propria giovinezza. Tu, mio č lo strappo al cuore, il petto lacerato da un amore immaginato impossibile e alla portata di tutti. Tu, mio č la ragazza che bacia tutti, ma che solo noi sappiamo baciare. E' inutile e ingiusto fare una classifica del libro pių o meno bello, ma se dovessi fare una lista, Tu, mio farebbe a pugni con i primi, quanto meno per la delicata violenza con cui mi ha scosso l'anima.
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