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mercoledì, marzo 19
A pugno chiuso
Dunque Effe chiude il blog. E devo dire che è il minore dei mali perché mi avrebbe procurato maggiore dispiacere, ad esempio, se fosse morto senza accomiatarsi. Era, il suo, il blog che seguivo volentieri insieme ad altri, ma rapporti personali ce n'è stati pochi. Così facendo, quindi, ha posto in essere quella condizione preclusa ai più: accomiatarsi per tempo anche da chi non si conosce da vicino. Quindi, ciao Herzog. Mi stimola, questo, una riflessione, giusto per tornare a parlare di blog a distanza credo di sei anni dall'ultima volta che lo feci credendoci. "Herzog finisce perché le molte iniziative comuni e collettive realizzate grazie e insieme a voi hanno dimostrato in modo definitivo che la rete è un Autore Plurale, in cui la scrittura individuale deve alla fine fondersi per sublimazione.". Per quanto mi riguarda, nel tempo ho sviluppato un'idea diversa. La scrittura è un atto individuale e il blog personale, in quanto tale, dovrebbe rimanere l'angolino privato, il proprio posticino riflessivo, il bagno munito di chiave in cui rintanarsi per farsi due pippe, due parole, due risate, due linkate. Credo di avere annunciato anche io la chiusura del blog un paio di volte nei primissimi tempi. Ma come dice Flounder, è veramente chiuso solo quando viene rimosso, vedi LaPizia il cui blog, per quanto mi riguarda, resta una sorta di figura mitologica, ormai. Diverso è forse il blog per come lo si è cominciato a vedere all'incirca dal 2003, ovvero una sorta di palco per il proprio scrivere, nella speranza di vedersi riconosciuta la capacità di gestire una platea a parole: noi che prima nemmeno nostra moglie voleva leggere i nostri puzzosi racconti, ora avevamo un discreto pubblico, non importa di quanti individui si parlasse, l'importante era che fosse di qualità. Lettori, quasi sempre altri blogger, molto attenti ed esigenti che ti facevano sentire importante anche quando capivi che per loro eri il tuo blog e niente altro. La scrittura collettiva, che esiste da sempre e che il mezzo, la Rete, ha promesso di sviluppare alla velocità del fulmine, è solo l'estroflessione di quanto allenato in proprio, estroflessione 'depersonalizzata'. Diciamo che il blog può essere visto da alcuni come un atto masturbatorio, da altri come una sana ci*lata con la propria anima gemella. Mentre la scrittura collettiva, come un'orgia creativa capace di plasmare creature di differente bellezza come solo un team affiatato è in grado di fare. Ma rimane che alla pippa non sostituisco né la ci*lata, ne l'orgia che provai a suo tempo e che non mi manca più di tanto. Le ho praticate tutte quante con il dovuto equilibrio nel rispetto delle energie che riuscivo a dedicare loro. Ma ad oggi, per quanto mi riguarda, visto che le mie energie le ho distolte del tutto o quasi dalla Rete per concentrarle con soddisfazione su altro, non ho tempo se non per chiudermi occasionalmente nel mio angolino privato, girare la chiave, aprire blogger e, di mio pugno, trovar soddisfazione.
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