RILLO BLOG

darò la colpa a qualcuno, per questo sorrido

venerdì, ottobre 29

 
La Notte dei Blogger - Primo racconto
Scritto dal petunio e letto in due tempi, sul tram e poi in un bar, mi ha rassicurato sui 12 euro e passa necessari per l'acquisto della raccolta.
Se interessa una recensione colta (ma anche corta), la prima cosa che ho pensato appena terminata la lettura è stato, testualmente, "porcaputtana!".
 

 

giovedì, ottobre 28

 
Fu sul sagrato di San Barnaba che si decise la sorte di Mattia Pugna.
Correva l'anno 1983 e l'intera classe 1970 del quartiere Missaglia, rappresentata da diversi sottogruppi del gruppo Goccia, stava sul sagrato in attesa della messa delle 10.
Jenny, Mario, Vasa, Maja e Rillo, più defilati, avrebbero atteso l'ingresso dei fedeli per poi svicolare, non visti, verso il campetto dell'oratorio. Don Ernesto non se ne sarebbe mai accorto e ai bambini del campetto non conveniva fare la spia.
Mattia Pugna fece il suo ingresso in oratorio all'incirca quando in chiesa doveva esserci il Padre Nostro. Anche lui aveva fatto sega ma i cinque ragazzi fecero finta di non vederlo: era arrivato da poco in quartiere e dopo un breve periodo di osservazione si era deciso semplicemente di ignorarlo perché era un po' troppo strambo.
Quella domenica mattina teneva un braccio levato in aria come a stringere un filo all'estremità del quale non si vedeva alcunché.
Chiuso in un giubbotto di tessuto rosso lucido, pareva un bimbo a spasso con il suo palloncino, solo che non c'era palloncino.
I cinque, proprio in quel momento, decisero che era ora di rientrare in chiesa: farsi vedere da tutti mentre si usciva da messa era fondamentale affinché l'inganno non fosse rivelato.
Mattia li seguì e si avvicinò a loro con passo svelto fino ad affiancarsi a Jenny. E lì la sorpresa: Mattia portava a spasso, sospesa per aria, una cimice verde che suo fratello, uno dei "grandi" perché andava già alle superiori, aveva legata a un filo. Poi aveva costretto Mattia a portarla in giro, così, per puro sadismo.
Noi ovviamente non gli credemmo e con la crudeltà del branco decidemmo, da lì in poi, che Mattia Pugna andava preso per il culo a vita. Fuori, sul sagrato, facemmo notare la cosa a tutti gli amici e le amiche.
Inutile entrare nel dettaglio e raccontare anni di pettegolezzi, cattiverie e pregiudizi. Sappiate solo che Mattia Pugna, con il tempo, si è affrancato da quella condizione che gli cucimmo addosso e ora è un uomo ben fatto.
L'ho incontrato sabato scorso all'Esselunga di via dei Missaglia, ho fatto fatica a mettere a fuoco ma poi l'ho riconosciuto e ci siamo messi a parlare di noi come siamo ora senza fare minimo accenno al passato. Gli ho raccontato di Eva, di Samuele e Beatrice e di dove abitiamo. Lui mi ha detto, ecco sì, insomma (arrossiva nel dirlo) che c'era una tizia nella sua vita e che stava pensando di prendere casa con lei. Siamo entrati uno nell'intimo dell'altro e così stavo per proporgli di incontrarci con le nostre rispettive metà, ero davvero curioso di conoscere ogni aspetto della rivincita del Pugna.
Ma lui mi ha anticipato e mi ha detto che lei era lì all'Esselunga con lui e che me l'avrebbe presentata subito.
- Davvero? Mi farebbe piacere. E dov'è?
- Come dov'é? Attaccata al filo, no?
 

 

 
"in parole povere non hai mai consultato una cartina stradale in vita tua, come molti altri uomini"

Quando lo faccio perdo di vista la strada. Ormai le mappe le uso solo da infilare sotto il giubbotto, tengono il vento come nemmeno il Gore-tex. Preferisco di gran lunga chiedere ai passanti i quali si distinguono in due categorie: l'anziano e il giovanotto.

L'anziano.
E' un falegname in pensione, che è ben contento di aiutare e con l'occasione rivolgere la parola a qualcuno: cappello in testa, ripasserà a memoria i luoghi della sua infanzia e spiegandoti che al Centro del Maiale all'angolo dovrai girare a destra ripenserà che là, una volta, stava la bottega del pane dove conobbe Ada, la figlia del prestinaio, che dopo averla corteggiata per mesi diventò dapprima sua moglie e poi madre dei suoi figli. Che i suoi figli, devi sapere, ora non abitano più in paese, hanno scelto la città, hanno scelto di lavorare in un ipermercato per non fare la fine del padre che dopo cinquant'anni di falegnameria ora non ha una lira in mano, soprattutto dopo che ha comprato loro due bilocali a Milano.
La strada la sbaglierai lo stesso (sei una sega per strada, ricordi?), girerai intorno al Centro del Maiale almeno due o tre volte e alla fine ti fermerai a quell'incrocio, cercando di immaginare il giovane apprendista falegname che ogni mattina passava al forno a comprare il pane per accompagnare la schiscetta e che una bella mattina, chissà perché, decise di innamorarsi. Diventerai, così, per sempre parte della vita di quel vecchio e non della memoria elettronica di un navigatore satellitare.

Il giovanotto.
E' uno scapestrato. Vaga per il paese, fin dal mattino, facendo la spola tra il bar e la Cooperativa di consumo dove gioca a flipper. Sua madre non lavora perché ha problemi di salute e suo padre tira avanti la famiglia con uno stipendio da impiegato delle poste.
Il mese scorso i suoi gli hanno regalato una Citroen C2 che usa solo di sera facendo su e giù per le colline con gli amici e per fare il bulletto con le ragazzine più giovani: le coetanee, infatti, lo conoscono già e sanno che non è un buon partito.
Così, vedendolo caracollare per via, ti fermi e chiedi indicazioni e lui è davvero cortese, un vero angelo: ti spiega tutto per filo e per segno e tu non sai proprio come ringraziarlo.
Dopo un'ora, però, vaghi ancora per gli stessi luoghi, perché lo stronzo fa sempre così: fornisce apposta indicazioni sbagliate e poi dalla vetrina del bar si gode la scena di te che vagabondi qui e là per il paese, ridendo insieme a Beppe, un ubriacone del paese.
Alla fine, per riprendere l'orientamento, ti fermerai a un incrocio, scenderai dalla macchina e ti siederai sul cofano, un po' affranto e un po' allucinato dall'insegna di un negozio, il Centro del Maiale e penserai che lì, un tempo, doveva esserci ben altro; che quel neon accecante e quei colori stridono davvero con tutto il resto: con le case color ocra e terra di Siena, con quella panchina e con quel vecchino lì seduto, cappello in testa, che si guarda intorno e sorride da solo di chissà quali ricordi, come se il mondo intorno a sé fosse tutto un altro rispetto al tuo.
 

 

mercoledì, ottobre 27

 
In libreria.
Credo che sia ora di farci un giretto.
 

 

 
Era un musical.
Ieri ho assistito all'anteprima di Cantando sotto la pioggia, messo in scena dalla Compagnia della Rancia nel tendone del Teatro della Luna di Assago.
Memore della grandiosità delle scene e delle luci di Pinocchio, con ancora nella testa i refrain di Sette spose per sette fratelli, mi dicevo che stavolta, porca vacca, doveva essere roba forte.
Appena entrato, a luci ancora accese, mi proponevo di farne una recensione colta, di quelle che argomentano come si conviene il successo o l'insuccesso di una rappresentazione di un classico del musical.
Ma stamattina, una volta giunto in ufficio, mi sono detto che è meglio raccontarla per come l'ho vissuta e così farò.
Allora: dieci minuti dopo l'inizio volevo alzarmi e dire a tutto il pubblico che no, non c'era da allarmarsi e che poteva rimanere seduto, che io avevo già visto all'opera quella compagnia e che sicuramente entro poco quel tendone di mediocrità scenica sarebbe stato squarciato dal solito incontenibile vorticare di risorse e professionalità tipica di quella Compagnia.
Ma passati altri 5 minuti, l'applauso gelido che in buona parte si è levato dall'area vip, ovvero dagli amici di chi stava sul palco (cfr. Paolo Limiti, ex di Justine Mattera, l'unica che si sia salvata dal naufragio), quell'applauso svogliato, dicevo, ha marchiato a fuoco l'intera serata.
Poco prima della fine del primo atto voci e bisbiglii si levavano sia dalla piccionaia, sia dalla platea, indicando come meta del secondo atto l'Autogrill del Forum di Assago e solo la pioggia incessante che si segnalava col tambureggiare sordo sul tendone ha scoraggiato la fuga.
Il secondo atto è andato meglio, forse perché è durato meno, forse perché in un'ascesi quasi mistica sai che è un castigo che ti meriti prima della fine, reo di aver sprecato una serata libera con tua moglie, serata che avresti potuto consumare altrimenti.
Sia chiaro, non è che sia proprio una porcheria, ma se vogliamo fare dei paragoni illustri, al teatro dell'Oratorio San Barnaba nel 1981 diedero una versione di Hair che ci si spellò le mani da tanto che era venuta bene. Per giunta gratis.
Ecco, questo è quello che direi agli amici, senza dire di un Paganini che ancora (e forse mai) ha trovato la voce per cantare, di un'orchestra inesistente (non c'era proprio), di singoli artisti comunque bravi e di sceneggiatori che hanno scordato che a vedere un musical ci si va per sognare e non per indagare l'antefatto dell'antefatto dell'antefatto del sogno stesso. Un intero primo atto in attesa di un musical che è arrivato solo nel secondo atto però compresso e messo in scena in maniera comprensibilmente eccessiva e disarticolata (lo comprendo, nel senso che se devi fare tutto nel secondo tempo, poi è un problema tirarla per le lunghe).
Insomma, ieri ci si è andati perché era un invito. Sconsiglio, quindi, di fare altrimenti, ovvero di pagare 40 e fischia euro per vederlo.
P.S. Al limite potete scaricare la suoneria di "Cantando sotto la pioggia", cliccando qui!.
 

 

lunedì, ottobre 25

 
Sono un coglione.
Ho cancellato tutto. E-mail che raccoglievo da anni, piccoli pensieri, cartelline piene di parole di amici. Progetti. Sogni. Deliri.
Cancellato tutto, proprio poco fa. E con una lucidità che di rado dedico ad altre attività.
Perché?
 

 

venerdì, ottobre 22

 
Quel che Vittorio Feltri non dirà mai
È banale e lo sanno tutti, ma giova ripeterlo: non tutti gli italiani vanno in Iraq a pacificare (via Gzone).
 

 

martedì, ottobre 19

 
Al solito bar.
Dopo la felicissima prima puntata (download jpg: 194kb), a grande richiesta ecco il seguito (download jpg: 144kb).
Starring: fraps e mik.
Foto di: aladin&thegenius
 

 

venerdì, ottobre 15

 
Vai mo a caghér!
Chicco manda in rete la Prima Vera Puntata della sua nuova Tv.
Caratteristica finora unica: tutti i girati saranno realizzati esclusivamente in bagni, cessi, latrine, toilette et similia.

(Per il link, abbassa la tazza)
 

 

 
Niente di particolare, il solito tran tran.
Tra le pere della Ventura e un Tapiro d'oro, è quasi cambiata la Costituzione, in fascia protetta. Indovinate per chi.
 

 

 
AAA cercasi
Gratis, pagando o permutando personalmente con servizi alla persona (chi ha detto "piuttosto gratis"?) cerco un biglietto per gli MTV Music Award del 18 novembre, a Roma.
Rivolgersi direttamente a me.
 

 

giovedì, ottobre 14

 
Eravamo fidanzati, pooooooooo-oooo-ooo-iii
Già dice bene Sfera. I fidanzati e i non fidanzati, da cosa si differenziano?
Io non ho mai avuto problemi a dichiararmi fidanzato. Se mai, il problema era dichiararmi non-più-fidanzato. E mi facevo così tante paranoie a dirlo, a diventarlo, che, alla fin fine, preferivo mantenere l'impegno con più ragazze per volta, per non ferirle. Fidanzato una, due, tre volte, ma contemporaneamente. E loro erano pure felici. Mi abbracciavano, mi baciavano, a me sembrava, con ancora più ardore. Finché non lo scoprivano.
 

 

 
Esame di Economia 2
Uscire da un'Esselunga spendendo meno di ottanta euro.
 

 

martedì, ottobre 12

 
Categorie protette, anche tra i ministri.
Questa, secondo Repubblica l'affermazione di Tremaglia per commentare il doppio euroNO a Buttiglione
Okey, Mik, affiliarsi non costa nulla, no?.
 

 

 
Ormai siamo anestetizzati
Le notizie ci passano sopra. Tale è il rumore generato dalle decine di Tg, che quasi non si commenta una notizia appena colta dalla televisione o da Internet o dalla radio. Non sempre si ragiona sulla veridicità di tale notizia, con il presupposto che questa sia vera e tutta lì, intera, per come è stata data, approfondimenti compresi.
E invece. Invece non è come con le canzoni di Vasco che sono la tapezzeria della nostra vita, lavabile magari, che il giorno che qualcuno la staccherà non lo noteremo nemmeno.
Aladin si è fermato a ragionare ed è andato oltre il mio menefreghismo che mi diceva che dietro l'accordo Libia-Italia doveva pur esserci dell'altro, ma che non mi aveva fatto andare oltre quel semplice pensiero.
Nulla di che, nulla di grave, per carità, di accordi simili se ne siglano ogni giorno. Ma è il modo in cui vengono servite le notizie che stupisce. È il reato di circonvenzione di telerincoglionito che infastidisce.
Qui il post di aladin&thegenius.
Ah, le foto del fotoromanzo linkato qui sotto sono sue. Ma giuro che è un bravo programmatore, almeno quello. ;)
 

 

lunedì, ottobre 11

 
Ogni tanto ci si trova per una birra
Storie di vita vissute (download jpg: 194kb)
 

 

venerdì, ottobre 8

 
Cosa fare per il tuo compleanno
Subject: [ZZ] Avviso
From: Zonker_Zone@yahoogroups.com
Messaggio di avviso per eventi.
E' il tuo compleanno, Zonker!
Data: Venerdì, Ottobre 8, 2004


Invece, io credo che passerò a trovare Silvia e il Picchio.
Oggi, infatti, nasce 'Ceciglia'.
Preziose coincidenze tempestano le nostre vite.
 

 

venerdì, ottobre 1

 
Simona Torretta intervistata da Cremonesi.