RILLO BLOG

darò la colpa a qualcuno, per questo sorrido

lunedì, marzo 29

 
Sex mania
Ieri su LA7 hanno trasmesso un servizio sull'ossessione da sesso.
Intervistavano uomini e donne che per tutto il giorno non fanno altro che pensare a quello. Per le persone affette da questa grave patologia ogni gesto, ogni azione sono volti alla realizzazione di un rapporto sessuale completo.
Non è del tutto vero. Ieri, attraversando via Carducci ho ideato anche un paio di ottimi preliminari.
 

 

 
Festività in gioco
E' scontro nella Casa delle Libertà sull'ipotesi di ridurre i giorni di festività per i lavoratori.
A rischio l'Epifania che a detta di Berlusconi, per popolarità non regge il confronto con la Befana.
Sulla Festa della Repubblica, il premier si è espresso a favore dell'eliminazione, citiamo, "dell'una e dell'altra" affermando che pure la Resurrezione dovrà essere abolita per far posto a una meno traumatica Liposuzione.
 

 

 
...
Obbligatorio l'esame antidoping per le vacche da latte, dopo la scoperta del "crack" Parmalat.
 

 

 
Tentata strage (art. 285) - Per molto meno, Sofri sta in galera.
Leo si stupisce di aver trovato solo da Lia la dichiarazione di Berlusconi sui "4 beduini di AlQaeda".
Volevo timidamente segnalare che tale notizia è stata riportata nell'ultimo angolino libero del palinsesto precrepuscolare di Raitre.
Su Rainews24, infatti, riportato in chiaro su Raitre passano le notizie redatte durante la notte, quando il gran Maggiordomo Confalonieri e il resto della servitù Mediaset dorme, impossibilitata a controllare tutte le redazioni televisive d'Italia, quelle non direttamente stipendiate dal Premier, intendo.
Ecco, lì, verso le 6/6,30, girano più notizie che altrove, non certo tutte quelle che si riescono a trovare sul web, ma di questi tempi in tivù è tutto grasso che cola.
Prima o poi penseranno anche a loro, lo so, ma fino a quel giorno quello sarà il mio piccolo angolino di televisione, quello che ancora guardo e che guardo senza provare ciò che dice di provare Lia ogni qual volta il Presidente si provi a parlare: rabbia, vergogna, paura di saltare per aria.
Se il terrorismo trova il suo humus nella disperazione e nell'ignoranza di parte della popolazione araba e non solo, sono parole come quelle di Berlusconi il detonatore che mancava, la spoletta pronta a innescare l'odio latente, diversamente convertibile in dialogo.
In questo lo assimilo a un apologista (in senso estensivo) reo di un comportamento estremista e potenzialmente stragista.
 

 

sabato, marzo 27

 
A casa di Fraps
Sii buccia di banana.
 

 

venerdì, marzo 26

 
Certe notti.
La bambina lo osservò a lungo, come se fosse sulla soglia di un tunnel la cui luce consisteva di nebbia e lampioni e sirene newyorchesi dissolte dall'umidità estiva. Quella figura esile e immatura trovava la sua naturale continuazione nell'orsacchiotto di peluche sgonfiato dagli anni che le pendeva da una mano.
Boccoli biondi, occhi grandi, il suo viso tradiva paura di ombre allungate.
Era notte.
ll padre, occhi di sua figlia e pigiama scuro, valutò l'attimo.
Dietro di lui un'agente della polizia, sua moglie, in astinenza da sonno.
Sopra, il potapota di un elicottero nero opaco: il ventilatore. L'immagine che si fece spazio nella sua mente ricordava in qualche modo la locandina di Apocalypse Now, ma con filtro->disturbo = 400%.
Risoluto, prese in braccio la piccola e la riaddormentò con una fiatata al carciofo in pinzimonio.
L'agente si congedò da loro con una smorfia che poteva sembrare un sorriso e fece roteare il biberon prima di riporlo nella fondina.
Di quella notte non rimasero che pochi miagolii di gatto in calore e la sagoma di un uomo in pigiama scolpita dalla luce del frigor.
 

 

giovedì, marzo 25

 
Un sabato qualunque
Ore 8.10: l'alunna diligente è già davanti alla classe, quando arrivo. Di solito si chiama Marianna più di rado Daniela e quando mi vede arrivare mi si fa incontro per tenere il casco o i registri o la borsa e mi fa cadere di mano tutto. La scuso e sbuffo, contemplando con uno sguardo il casco ammaccato e con un altro i pantaloni di MariannaDaniela, panno rosso, 1930: la giornata non promette bene.
MariannaDaniela, quando faccio l'appello, mi dice "c'è/non c'è" ad ogni chiamata, evitandomi lo strazio di attendere la risposta tardiva o di richiamare Matteo che in quel momento intraprende la gara olimpionica di rutti contro Augusto, talentuoso ed esuberante illustratore. Penso che alla prima occasione gliela farò pagare a tutti e due, l'anno scolastico è lungo e siamo solo a marzo.
Ore 8.13, fine dell'appello, ci sono tutti. Chiudo il registro, apro la borsa, sfilo dei fogli, rialzo gli occhi - ore 8.14- la classe è quasi vuota. Rimangono Alessia, Valentina, Beatrice e lei, MariannaDaniela, che mi consegna in anticipo il compito e mi dice costernata che gli altri sono tutti andati alla macchinetta del caffé. Comincio a odiarla.
Alessia si alza e chiede di andare in bagno, ma mai sola. Valentina la segue e mentre le osservo da tergo, giustifico con la genetica questa necessità tipicamente femminile di andare in coppia ai bagni.
Tempo dieci minuti e rientrano tutti. Forse era meglio prima: sembra che ora siano interessati alla tua lezione, quindi sei in un angolo. Ti guardano, si aspettano qualcosa. Devi spiegare. Devi spiegare. Devi spiegare. Sì, ma che cosa?
Che fuori di qui c'è un mondo adulto? Del perché ho accettato l'incarico?
Beatrice mi chiama e mi richiama, torno alla realtà, incredulo che non sia solo un sogno.
Per rompere il silenzio, irreale per questa classe, Matteo e Augusto intonano un rap piuttosto colorito. MariannaDaniela li guarda con disprezzo.
Con calma, riapro il registro, prendo la penna e calco: diecipiùpiù a Matteo e Augusto; due a MariannaDaniela. In fondo siamo solo a marzo, recupereranno.
 

 

mercoledì, marzo 24

 
Da un aeroporto
"...
posizione:
hai la testa appoggiata sulla mia mano sinistra spalla destra e guardi oltre, verso l'infinito oltre le mia spalla.
Il mio braccio destro ti cinge la vita in un protettivo e terapeutico abbraccio, mentre la mano destra ti scompiglia la chioma e ti massaggia alla base della nuca.
Le palpebre pesano e in breve l'infinito sfuoca, degradando il colore fino al grigio più scuro della porta di morpheus.
Ronf ! ...e anche l'amazzone vittoriosa necessita ristorar le membra, sfinita dalla battaglia conclusa.

colonna sonora:
li suono del ritmico infrangersi dell'onda sulla sassosa battigia della costa ligure.

...e domani?
il vagito di una nuova narsil echeggerà alle prime luci dell'alba.
"
(©Muflo)
 

 

martedì, marzo 23

 
Un appello di nicchia.
Io vi prego, con tutto il cuore, vi scongiuro: evitate di spendere 2.500 euri per acquistare Quark Xpress 6.0. È lo stesso brodino di prima, ma con più bachi. Meglio, di gran lunga, Indesign. Fidatevi.
 

 

lunedì, marzo 22

 
Lo swing
Finalmente ho imparato a nuotare. Intendo dire che finalmente ho scoperto il trucco, è scattato quel meccanismo che mi permette di non pensare al movimento, al numero di vasche; ho colto quella magia acquatica che non mi fa pesare né il paesaggio monotono tipico del maneggio senza cavallo né l'impossibilità di socializzare.
La conferma l'ho avuta, infine, quando mi sono sorpreso a postare a rana.
 

 

venerdì, marzo 19

 
Illusioni
Pensare di sgominare il terrorismo internazionale catturandone gli esponenti di spicco equivale a voler cancellare ogni traccia di stupidità umana solo azzittendo Bush.
 

 

giovedì, marzo 18

 
No, dico, nel caso...
 

 

mercoledì, marzo 17

 
Un po' di me (Mr. Sintesi colpisce ancora)
Quando parlo del mio lavoro, posso affermare con un sorrisino di fare ciò che mi piace. Non dico quello che più mi piace, ma quanto di più vicino a quello che vorrei fare.
Lo posso dire, forse, perché, diciamocelo, è dal 1987 che non faccio lo stesso lavoro per più di due anni. Ho iniziato facendo il pinella a un decoratore, un bravo decoratore, imparando a filettare, fare finti marmi, decorare con oro in foglia, disegnare sui muri. Poi, non so che cosa mi è preso, ho voluto imparare a fare decori in gesso, per un anno.
Finché, un bel giorno, tutta colpa di mia sorella che mi regalò un libro che mi aprì gli occhi, andai dal mio boss, il Carluccio, e gli dissi: "Uè Carlètt, mi voeri tornàa a studiàa".
Lui mi guardò da dietro il suo bicchierone pieno di ghiaccio e bonarda e mi disse, in dialetto: "te fè ben,mi sun vech, smeti anca mi"(*).
Così sono tornato a scuola, mi sono diplomato (decorando, ogni tanto, qualche soffitto qua e là per pagarmi gli studi) e mi sono iscritto a Lettere Moderne.
Ma siccome figlio di Rockfeller non sono, mi sono trovato un posto di lavoro in una redazione del gruppo Class, lavorando la sera. Da lì, dopo pochi mesi, scappai in uno studio grafico a disegnare cartine stradali, poi cominciai a fare l'istruttore nelle aziende per conto di una
società
di non so bene cosa, ma che pagava con regolarità e pure bene.
Il tempo per gli studi sparì non so dove e così mollai l'università ripromettendomi, con ironica precisione, di riprendere più tardi l'Università per la terza età.
Da lì in poi cambiai una qualche decina di posti di lavoro tra case editrici, agenzie, gestii perfino un locale serale per qualche mese e via cantando.
Questo fino a due anni fa, quando un paio dipersone mi proposero di aprire un'agenzia che fatturò a gonfie vele per un anno.
Realizzavamo cataloghi, pubblicità, packaging, materiali per il punto vendita. Io ero l'art director, seguivo parte della creatività dei testi (la copy), creavo i visual per i fotografi e via cantando.
Poi tutto finì, poco importa come. Ma fu improvviso.
Passati che sono più di sei mesi, ancora continuo ad affermare che sì, dai, in fondo mi piace ciò che faccio, anche se talvolta mi viene la tentazione di riprendere spatoline, righe e legnole e andare a bussare presso una di quelle ville e dire: "Salve, si ricorda? Quel soffitto glielo feci io più di dieci anni fa. Serve qualcosa?". Uh, come ci penso, ogni tanto. Ma non lo farò, mi conosco. Non riuscirei a stare lontano da ambienti stimolanti per la testa come solo agenzie e redazioni sanno essere, lasciandoti anche un discreto margine di tempo per postare e commentare (ultimamente meno, ma va a cicli).
Certo, farei quel lavoro manuale che tanto mi manca e che compenso costruendo camini per casa, decorandoli e brigandomi in ogni altra diavoleria ci venga in testa.
Ma a sera, quando sarò sceso dal trabattello, il collo ritorto, le mani doloranti per il poco moto, guarderei l'opera della giornata e, oltre al mio giudizio, probabilmente cercherei, in basso a destra, il link ai commenti.
Ebbene, allora posso davvero dire di fare il lavoro che più mi si confà?
Non lo so, perché quando leggo il blog di McDuff un po' m'incazzo.
Premetto che ciò che ha scritto qui va letto al volo, però, chissà perché, ogni volta che lo leggo, Mcduff fa vacillare in me la convinzione di fare un lavoro tutto sommato divertente, creativo e vario.
Ma chi è McDuff e perché tanta amichevole invidia?
Alcuni pensano che sia un agente segreto travestito da motocilista, altri un generale della Marina Britannica in licenza, altri ancora un cacciatore di cinghiali che si diverte a postare dal SudAfrica.
Io, purtroppo, non posso svelarvi la sua vera identità. Quello che so, però, è che è lui a fare il lavoro più paraculo che si conosca, subito dopo l'assaggiatore di cioccolata per la Lindt e alla pari con il collaudatore di profilatici.
Dovete sapere, infatti, che McDuff, pensate, va in giro, PAGATO!, a sprimacciare cuscini nei più begli alberghi del mondo.
Scherzi a parte. tra una sprimacciata e l'altra, comunque consumata in solitaria (così afferma, ma credo che lo dica per non farci montare la bile), talvolta ci regala pensieri di una delicatezza inaudita, senza nemmeno cercare il link ai commenti.
(*)detta dal Papa farebbe altro effetto.
 

 

 
È solo propaganda.
Sulla possibilità che Bossi possa essere stato colpito da un ictus al cervello, il primario ha affermato che sarebbe più facile che a Rosy Bindi venga un varicocele. (©gigi)
 

 

lunedì, marzo 15

 
Tavolata
Dopo aver conversato con fraps e zu non ho ancora risolto il dubbio: è, dunque, meglio una torta cioccolato e pere o sono forse meglio le sole pere col cioccolato?
Effettivamente ho tanto di quel cacao in casa che potrei organizzare un concorso a tema. Per le pere, organizzatevi.
 

 

mercoledì, marzo 10

 
L'Aventino mediatico
Ma cosa cazzo ci sarà mai di tanto interessante, là in cima?
 

 

 
Blob of the God (*)
"Ma in fondo, quello che provo veramente è invidia. Invidia per il modo in cui tante persone ? tutti, si direbbe ? si incontrano con Dio. Sempre sul luogo del disastro. Sempre quando ormai non ti aspetti più aiuto da nessuno."
(Leo's God)
"La sai una cosa? Sono venuta per mia madre e ho fatto bene. Ma non ho trovato conforto nella tua parola. E resto convinta, forse sbagliando, che quello che ci diciamo IO e TE non è la stessa cosa quando di mezzo c'è qualcuno che mentre dice messa si gratta la schiena."
(FdF's God)
"Il Grande Regista, vista la prontezza con cui ha affrontato la prova precedentemente proposta, (...) ha deciso per questa settimana di sottoporla ad un?integrazione della prova settimanale dedicata alla verifica capacità soluzione problemi fratelli."
(Broono's God)
"Vestirsi. Andare in ospedale. Prendere il numero 6 da una macchinetta rossa. Dare il campione all'infermiera. Rispondere a due domande di un medico. Credere in un dio uomo. Non dare l'elemosina ad un uomo perché nel portafoglio si hanno 7 centesimi in tutto. Ritornare a casa. Parcheggiare lo scooter."
(Lieveansia's God)
"Ma quando hai l'occasione di provarlo tutti i giorni - appena metti un piede dietro l'altro - t'accorgi che è l'aria stessa che si respira che ce lo stampa addosso 'sta convinzione. E che, insieme, ci marchia a fuoco la pelle e ci getta - volenti o meno -in mezzo alle cose di questo mondo come una razza dannata e rude. Una razza pagana senza compromessi e alleati. E senzaddio"
(Aleppe's God)
(*)
 

 

venerdì, marzo 5

 
Leggere, ascoltare. Fare niente.
Proserpina propone agli amici di leggere un suo post, registrandolo in formato digitale.
Così sabato scorso ho scaricato un editor audio freeware, ho imparato a usarlo e ho letto e mixato musica ('roundmidnight'). Il risultato è qui.
Se cose del genere si dedicano, vorrei poterlo dedicare a un'amica che in questi giorni sta vivendo un grande dolore.
...
Nel frattempo, sono in attesa che Mario sciolga la prognosi per il mio Mac.
Un po' perché questa storia del leggere mi sta montando come la panna (e c'è chi aspetta news, lo so, lo so.)
E poi perché ho un altro ambizioso progetto: scannerizzare con un ocr un libro di 400 pagine, Il secolo corto di Filippo Gaja, di cui non esistono copie né su carta né in digitale e, con il permesso già ottenuto della casa editrice, metterlo online.
Da qui il test "misura il tuo ottimismo": A) Tra 'sono già a pagina venti' e 'mi mancano ancora 380 pagine' cosa sceglieresti?.
Fortuna che c'è chi conosce buone scorciatoie.
 

 

mercoledì, marzo 3

 
Questi fantasmi
Notizie dall'aldilà. Beatrice ha stretto un patto di forte amicizia con quelli che noi in casa chiamiamo "gli amici immaginari" e che lei chiama "fantasmi" oppure, semplicemente, "persone". Tra i due, Eva e io preferiamo il primo termine, abbastanza paradossale da non essere credibile.
E', infatti, fastidioso pensare che una famiglia di "persone" abiti da noi, così, senza neppure condividere le spese. E fa anche un po' fifa.
Come, ad esempio, quando Beatrice si chiude nel vano scala tutta sola, porte chiuse, luci spente e lì si ferma. Chiacchiera, bisbiglia per l'esattezza. E quando Eva la va a cercare lei si azzitisce come nei film di paura, si avvicina a Eva con occhi torvi torvi e le bisbiglia: "non azzendere la luce, che qui ci sono delle persone che se l'azzendi scappano". In un batter d'occhio Eva "azzende" tutto l'accendibile, Beatrice guarda su per le scale, fa spallucce e dice: "son scappate...".
Pare, insomma, che la piccola stia cercando di portare i suoi amici dalla cameretta che sta sopra, fino al piano di sotto e in virtù di questo sappiamo più cose su questa strana ed eterea famiglia. Che fino a due mesi fa era composta da sei elementi di cui tre bambini: il già noto Mario, la bambina dispettosa Sara e un nuovo ingresso, Efrem. Gli altri tre pare non partecipino ai giochi, probabilmente sono troppo grandi oppure sono spaventati da tutte quelle persone in carne e ossa, noi, che fanno su e giù tutto il giorno.
Ma pochi giorni prima del compleanno di Samuele, era dicembre, Beatrice espresse il desiderio di invitare Mario alla festa e quando Eva le disse che non si poteva invitare un bambino inesistente, la piccola ci svelò, rigorosamente bisbigliando, un grande segreto: Mario non abitava più in casa con noi.
Era diventato un bambino vero, biondo e "rizzolo" e gli avevano regalato una famiglia vera. Non ci restava che trovarlo là fuori nel mondo e chiedergli di festeggiare con noi ancora per qualche oretta.
 

 

lunedì, marzo 1

 
In vino veritas
Riguardo allo spot Ronco che segnalai allo iap ricevo e pubblico quanto segue:
Da: iap@iap.it
Oggetto: telecomunicato vino ronco
Data: 01 marzo 2004 16:37:02 CET

Egregio Signor
Roberto Rilletti,
Segnalazione telecomunicato relativo al ?Vino Ronco?
trasmesso sulle reti Mediaset nel mese di gennaio 2004
Facendo seguito alla Sua segnalazione, desideriamo informarLa che il Comitato di Controllo, esaminato il filmato pubblicitario in oggetto, ha deliberato di invitare l'inserzionista a fornire dimostrazione della verità in ordine alle affermazioni pubblicitarie relative alla capacità dello speciale rubinetto del ?Bag in Box Ronco? di non far passare l?aria.
In risposta l'utente pubblicitario ha fornito documentazione atta a comprovare l?asserita peculiarità del contenitore pubblicizzato, dotato di una chiusura che consente il prelievo del vino senza che si verifichino riflussi di aria al suo interno, tale da garantire la qualità e preservare il prodotto dall?ambiente esterno.
Alla luce di quanto prodotto dall'inserzionista, il Comitato ha ritenuto che il messaggio segnalato nel presentare le caratteristiche peculiari del ?Bag in Box Ronco? utilizzi un'enfasi pubblicitaria consentita in quanto inidonea a trarre in errore il pubblico dei potenziali consumatori. Il Comitato, pertanto, nella sua riunione in data 25 febbraio scorso, sotto riserva della validità e completezza dei dati forniti, ha deliberato l'archiviazione del caso.
RingraziandoLa per la considerazione, porgiamo i nostri migliori saluti.
I.A.P.
La Segreteria


In pratica pare che all'interno del box cartonato del vino Ronco ci sia una sorta di sacca che contiene il vino e che riduce il suo volume al ridursi del contenuto evitando così che il vino si arei.
Soddisfatto e un po' più fiducioso nelle istituzioni vigilanti, per festeggiare stapperò una bottiglia di buon rosso.
Di quelli da areare, prima di esser bevuti.