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venerdì, novembre 26
Dancing - tananananna - dancing - parappà.
Anni fa, Eva e io prendemmo lezioni di ballo liscio e da sala da mia madre e dal suo socio. Ricordo il mio irrigidimento e il mio imbarazzo, temevo sguardi di riprovazione da parte degli altri allievi del corso. Poi cominciai a guardarmi intorno e notai che tanti erano messi come me, se non peggio. La differenza tra me e loro, però, stava tutta nel fregarsene: mentre io ero preoccupato di fare la figura del legno (quale ero), quelli si gettavano nella mischia consapevoli che in realtà quasi nessuno stava a guardarli tranne me. Poi piano piano, spinto anche dall'entusiasmo di Eva e dalla sua naturale predisposizione al ballo, mi sciolsi, giusto in tempo per interrompere il corso causa prole, se non erro. Risultato: Eva, ancora oggi, si ricorda esattamente tutto ciò che apprese allora, io, invece, ho messo tutto in quell'angolino protetto del cervello in cui ho messo il tuo numero di telefono, il tuo volto, il nostro primo incontro oppure quella cosa che mi hai chiesto via e-mail e di cui mi hai sollecitato la risposta scrivendomi solamente: allora? cosa ne pensi? e di cui non avrai mai una risposta. Perché di quell'angolino protetto del cervello ho perso la password, ovviamente. Malgrado ciò, udite udite, ho deciso che mi iscriverò a un ballo di latino americano. Abbiamo fatto la prima lezione di prova lunedì scorso, lezione in cui ho capito che il gap tra Eva e me persiste e raddoppia ad ogni ora di lezione che si fa insieme. Altra cosa che ho capito, è che nel latino americano si sculetta di brutto: l'ideale per uno come me. Ma per chi abbia stomaco di amirare culi roteanti e sculettare a sua volta, potrebbe tranquillamente affrontare un corso del genere e "slisare" con una terapia d'urto la propria timidezza. E che non si preocccupi più di tanto perché c'è sempre chi il culo lo usa peggio di lui e non se ne vergogna affatto. Potrebbe addirittura venire da noi, allo stesso corso, a Binasco (mi faccia sapere, sarebbe buffo conoscersi sculettando). Altra cosa ancora, ed è nota personale, abbiamo un'amica speciale che con un solo gesto (uno?), per lei apparentemente piccolo, per noi gigantesco, ci ha alleggerito il carico.
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