RILLO BLOG

darò la colpa a qualcuno, per questo sorrido

giovedì, ottobre 28

 
"in parole povere non hai mai consultato una cartina stradale in vita tua, come molti altri uomini"

Quando lo faccio perdo di vista la strada. Ormai le mappe le uso solo da infilare sotto il giubbotto, tengono il vento come nemmeno il Gore-tex. Preferisco di gran lunga chiedere ai passanti i quali si distinguono in due categorie: l'anziano e il giovanotto.

L'anziano.
E' un falegname in pensione, che è ben contento di aiutare e con l'occasione rivolgere la parola a qualcuno: cappello in testa, ripasserà a memoria i luoghi della sua infanzia e spiegandoti che al Centro del Maiale all'angolo dovrai girare a destra ripenserà che là, una volta, stava la bottega del pane dove conobbe Ada, la figlia del prestinaio, che dopo averla corteggiata per mesi diventò dapprima sua moglie e poi madre dei suoi figli. Che i suoi figli, devi sapere, ora non abitano più in paese, hanno scelto la città, hanno scelto di lavorare in un ipermercato per non fare la fine del padre che dopo cinquant'anni di falegnameria ora non ha una lira in mano, soprattutto dopo che ha comprato loro due bilocali a Milano.
La strada la sbaglierai lo stesso (sei una sega per strada, ricordi?), girerai intorno al Centro del Maiale almeno due o tre volte e alla fine ti fermerai a quell'incrocio, cercando di immaginare il giovane apprendista falegname che ogni mattina passava al forno a comprare il pane per accompagnare la schiscetta e che una bella mattina, chissà perché, decise di innamorarsi. Diventerai, così, per sempre parte della vita di quel vecchio e non della memoria elettronica di un navigatore satellitare.

Il giovanotto.
E' uno scapestrato. Vaga per il paese, fin dal mattino, facendo la spola tra il bar e la Cooperativa di consumo dove gioca a flipper. Sua madre non lavora perché ha problemi di salute e suo padre tira avanti la famiglia con uno stipendio da impiegato delle poste.
Il mese scorso i suoi gli hanno regalato una Citroen C2 che usa solo di sera facendo su e giù per le colline con gli amici e per fare il bulletto con le ragazzine più giovani: le coetanee, infatti, lo conoscono già e sanno che non è un buon partito.
Così, vedendolo caracollare per via, ti fermi e chiedi indicazioni e lui è davvero cortese, un vero angelo: ti spiega tutto per filo e per segno e tu non sai proprio come ringraziarlo.
Dopo un'ora, però, vaghi ancora per gli stessi luoghi, perché lo stronzo fa sempre così: fornisce apposta indicazioni sbagliate e poi dalla vetrina del bar si gode la scena di te che vagabondi qui e là per il paese, ridendo insieme a Beppe, un ubriacone del paese.
Alla fine, per riprendere l'orientamento, ti fermerai a un incrocio, scenderai dalla macchina e ti siederai sul cofano, un po' affranto e un po' allucinato dall'insegna di un negozio, il Centro del Maiale e penserai che lì, un tempo, doveva esserci ben altro; che quel neon accecante e quei colori stridono davvero con tutto il resto: con le case color ocra e terra di Siena, con quella panchina e con quel vecchino lì seduto, cappello in testa, che si guarda intorno e sorride da solo di chissà quali ricordi, come se il mondo intorno a sé fosse tutto un altro rispetto al tuo.
 
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