RILLO BLOG

darò la colpa a qualcuno, per questo sorrido

giovedì, ottobre 28

 
Fu sul sagrato di San Barnaba che si decise la sorte di Mattia Pugna.
Correva l'anno 1983 e l'intera classe 1970 del quartiere Missaglia, rappresentata da diversi sottogruppi del gruppo Goccia, stava sul sagrato in attesa della messa delle 10.
Jenny, Mario, Vasa, Maja e Rillo, più defilati, avrebbero atteso l'ingresso dei fedeli per poi svicolare, non visti, verso il campetto dell'oratorio. Don Ernesto non se ne sarebbe mai accorto e ai bambini del campetto non conveniva fare la spia.
Mattia Pugna fece il suo ingresso in oratorio all'incirca quando in chiesa doveva esserci il Padre Nostro. Anche lui aveva fatto sega ma i cinque ragazzi fecero finta di non vederlo: era arrivato da poco in quartiere e dopo un breve periodo di osservazione si era deciso semplicemente di ignorarlo perché era un po' troppo strambo.
Quella domenica mattina teneva un braccio levato in aria come a stringere un filo all'estremità del quale non si vedeva alcunché.
Chiuso in un giubbotto di tessuto rosso lucido, pareva un bimbo a spasso con il suo palloncino, solo che non c'era palloncino.
I cinque, proprio in quel momento, decisero che era ora di rientrare in chiesa: farsi vedere da tutti mentre si usciva da messa era fondamentale affinché l'inganno non fosse rivelato.
Mattia li seguì e si avvicinò a loro con passo svelto fino ad affiancarsi a Jenny. E lì la sorpresa: Mattia portava a spasso, sospesa per aria, una cimice verde che suo fratello, uno dei "grandi" perché andava già alle superiori, aveva legata a un filo. Poi aveva costretto Mattia a portarla in giro, così, per puro sadismo.
Noi ovviamente non gli credemmo e con la crudeltà del branco decidemmo, da lì in poi, che Mattia Pugna andava preso per il culo a vita. Fuori, sul sagrato, facemmo notare la cosa a tutti gli amici e le amiche.
Inutile entrare nel dettaglio e raccontare anni di pettegolezzi, cattiverie e pregiudizi. Sappiate solo che Mattia Pugna, con il tempo, si è affrancato da quella condizione che gli cucimmo addosso e ora è un uomo ben fatto.
L'ho incontrato sabato scorso all'Esselunga di via dei Missaglia, ho fatto fatica a mettere a fuoco ma poi l'ho riconosciuto e ci siamo messi a parlare di noi come siamo ora senza fare minimo accenno al passato. Gli ho raccontato di Eva, di Samuele e Beatrice e di dove abitiamo. Lui mi ha detto, ecco sì, insomma (arrossiva nel dirlo) che c'era una tizia nella sua vita e che stava pensando di prendere casa con lei. Siamo entrati uno nell'intimo dell'altro e così stavo per proporgli di incontrarci con le nostre rispettive metà, ero davvero curioso di conoscere ogni aspetto della rivincita del Pugna.
Ma lui mi ha anticipato e mi ha detto che lei era lì all'Esselunga con lui e che me l'avrebbe presentata subito.
- Davvero? Mi farebbe piacere. E dov'è?
- Come dov'é? Attaccata al filo, no?
 
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