RILLO BLOG

darò la colpa a qualcuno, per questo sorrido

martedì, luglio 20

 
Hai presente noi?
"Mia madre spalanca gli scuri - li sento sbattere sul muro - e il giorno, lì fuori, è un bel giorno. C'è luce. Mi metto a sedere sul letto e la prima cosa che metto a fuoco è la cesoia?, la tenaglia?, sempre dubbi sul nome corretto da dare agli oggetti, dai manici verdi stampata sulla copertina del libro malamente appoggiato sopra il comodino. Prendo il libro e in quarta di copertina riesco non senza fatica a leggere: In copertina: Rosario Morra, litografia, 2000." (lieveansia)

Io, la mattina vado in camera da Meme e lo osservo per qualche tempo prima di svegliarlo.
È buffo e singolarmente fragile e bianco. Indifeso, durante la notte si rannicchia tutto sotto le lenzuola, il suo dinosauro di pezza stretto stretto al petto. Se ne stanno entrambi sprofondati in un sonno mortale che gli devi cercare gli occhi tanto sono chiusi e indovini solo un ciuffo di capelli e creste ossee nella penombra della stanza.
Vorresti lasciarli lì, che in fondo potrei stare a casa con loro.
Mi siedo, così, sul letto di mio figlio, lo accarezzo sulla fronte e gli bisbiglio il buongiorno, ma piano, per non svegliarlo, per illudermi che potremmo restare davvero a casa magari per giocare a scacchi o per plasmare un altro salvadanaio di creta a forma di foca o di giraffa o di pesce palla.
Mi volto e osservo la sua libreria, ormai condivisa in toto con la sorellina, la sua cesta dei giochi che quando lui dorme pure questa riposa e penso che anche a me, che dormivo già così prima di lui, qualcuno veniva a guardarmi dormire nel letto e io non lo sapevo.
Mentre penso queste cose sento i passetti leggeri di Beatrice scricchiolare sulla scala di legno mentre ridendo bisbiglia a Eva vado a svegliare quel dormiglione del meme e lei che le raccomanda fai piano e lei mentendo si mamma
Ecco, sono questi gli istanti in cui mi godo la pace di una casa né di città, né di campagna e pensare che così sarà per tutto l'arco della giornSVEGLIAMEMEEEEEEEEEEEEEE!!!.
Ecco, appunto, noi.
 
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