Memento
...e così per tutta la mattina non ho fatto altro che raccontare a mia madre quello che era successo dalla sera prima a quel momento.
Finito il racconto, lei ne aveva già perso memoria e mi rifaceva sempre le stesse domande: che giorno è oggi, cosa ci fai tu qui, ho preso le pillole, perché andiamo in ospedale.
La sua capacità di memorizzare gli eventi immediatamente recenti durava al massimo tre minuti.
Ho così avuto la chiara conferma di ciò che ho sempre saputo: la memoria fa di noi ciò che siamo, ciò che vuole. Quella che avevo davanti a me ieri era mia madre anche per i ricordi che, per fortuna, era in grado di snocciolarmi in sala d'attesa: i nomi dei compagni di classe di mia sorella, le richieste di novità su Samuele. E purtroppo ancora le stesse domande: che giorno è oggi, cosa ci fai tu qui, ho preso le pillole, perché andiamo in ospedale.
Credevo di crollare ma il sagace scambio di battute tra la Gallina Marta e sua nonna ci ha tirati su tutti:
- Marta, com'è che si chiamava quel tedesco per cui ho perso la testa?
- Alzheimer, nonna.
E il fatto di potergliela ripetere innumerevoli volte senza che se la ricordasse, la rendeva, nel dramma, ancora più comica.
E' proprio vero, la mente fa di tutto per sostenersi.
Saperla ora migliorata mi conforta. Molto meno non conoscere le cause del momentaneo
mum-out.
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