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lunedì, gennaio 19
Non sulla pena di morte
Chi non abbia ancora visto The life of David Gale, corra subito ad affittarlo. All'Esselunga lo danno a noleggio per 2 euro e fu proprio lì che lo vidi giorni fa, sullo scaffale in basso in basso, col faccione di Kevin Spacey e la scrittina: "un film di Alan Parker". E siccome Spacey e Parker mi piacciono, l'ho tirato su. Spacey mi trova fan quasi accecato, forse perché è l'antitesti di Cruise così come lo vede Valido (la cui opinione condivido in toto). Al contrario di Cruise, Kevin Spacey è un attore che, secondo me, di volta in volta interpreta il personaggio senza troppo oscurarlo con la sua personalità o presenza fisica. E siccome The life of David Gale è un thriller di quelli veri, non scriverò nulla della trama. Sappiate solo che Alan Parker ha amalgamato cast, crew e soggetto in un tutt'uno da grande Chef. Una nota: il doppiatore di Spacey centra poco con la sua interpretazione originale, molto poco. Se penso alla risonanza che ebbero film tutto sommato scialbini come, ad esempio, Il Silenzio degli innocenti e l'indifferenza sotto la quale è passato The life of David Gale, quasi mi incazzo.
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