The Others - Una famiglia in delirio
Le prime volte che Mario si è presentato a casa nostra non ci abbiamo fatto molto caso, capita spesso di avere con noi gli amici di Beatrice e Samuele. Ma direi che questo ora esagera.
Mario ha tre anni, due cagnoloni e dopo nemmeno un mese di frequentazione non c'è modo di liberarsi di lui. Quando usciamo insieme a Beatrice, lui rimane in cameretta ad aspettarla. Dei suoi due cagnoloni non ci occupiamo un granché e per Beatrice è del tutto normale che Mario stia con lei a giocare e non con la sua mamma.
Mario è uno che nonostante la giovane età ha girato il mondo prima di incontrare nostra figlia: le racconta un sacco di cose, alcune vere altre di totale fantasia, in fondo è un bambino. Di preciso non sappiamo bene se sia sempre presente o se si faccia vivo solo a tratti nell'arco della giornata.
Quando Beatrice racconta di lui, Samuele ci fa l'occhiolino e bisbigliando ridacchia "Ancora Mario! Ma non esiste, è solo nel suo cervello!", ma lo fa senza farsi sentire da sua sorella perché grande è il rispetto per questa buffa amicizia che è ormai compagnia quotidiana; non passa giorno, infatti, che Beatrice non ci racconti qualcosa di lui: "Malio ha fatto quetto... Malio ha plovato a saltale sul letto" ecc.
Da parte nostra nessuna preoccupazione: conversiamo con lei come se Mario fosse reale. E lei, tutta contenta del suo amichetto immaginario, volta i tacchi e se ne va. Mario, in definitiva, è una presenza bene accetta in casa Rilletti, nuova succursale dell'ex-Paolo Pini. Beatrice se lo è coltivato piano piano e, almeno per ora, non pretende neppure che si apparecchi tavola anche per lui.
Ma Mario non è solo. Dice Eva che la piccola, ultimamente, scende dalla sua stanzetta tutta incazzata e sbotta, mani sui fianchi e sguardo torvo, che "di sopla c'è una bambina che mi luba tutti i giochi". Fantasie, penso io. Ma lei insiste senza alcuna pretesa di essere creduta e se ne lamenta come se fosse una reale e dispettosa compagna di giochi: quella bambina, peraltro senza nome, c'è e le tocca i giocattoli. "Insoppoltabile!", dice sbuffando e se ne torna di sopra smoccolando come un alpino "... ola le tilo una pugnazzo sul naso!".
Stando in cucina la sentiamo ciacolare tramite l'interfono, certamente Beatrice ha il suo daffare per intrattenere gli ospiti. E quando entriamo in stanza, si zittisce e gonfia le guance come se Mario e quella bambina invadente ordinassero 'l'acqua in bocca'. Così improvvisa un gioco solitario e ci cura con occhi inquisitori.
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