Vero è anche che. Vero è anche che, detto tra noi, ormai in tv piu' che le solite menate non sono in grado di proporre. Costretti a servire un pubblico eterogeneo in cui si convoglino persone esigenti, meno esigenti, sapienti e ignoranti, che vogliano divertirsi, non pensare o pensare... beh, insomma, il risultato sono trasmissioni come quella di Enzo Biagi o il Grande Fratello che non aggiungono nulla alla vita se non un senso di impotenza per non poter controbattere alla marea di cazzate (ops, ho detto cazzate) che senza contraddittorio si sentono dire...
Io, sinceramente, ho smesso di guardare la televisione proprio quando ho avuto bisogno di poter dire la mia (no, non voto, ho detto che non voto, le cose le voglio dire io, non farle dire!). Devo, infatti, ringraziare Santoro, che sarà egocentrico, supponente quanto volete, ma mi ha fatto capire, ormai anni fa (ora non so se fa ancora televisione, la fa? che fa?) che, davvero, chiunque avesse abbastanza conoscenze (di partito, intendo) per poter condurre un programma di opinione (la sua), poteva farlo, senza timore di essere contraddetto, visto che basta spegnere il microfono (il sogno di D'Alema) o imbottire le tribune di disturbatori gettonati all'uopo. Sul suo fulgido esempio una serie di trasmissioni hanno avuto vita e successo (?).
Considerato, poi, che nulla so e voglio sapere di calcio, e considerato che il 65% del totale dei palinsesti parla solo del gioco dei piedi come se fosse una cosa seria, ecco che la tv non la guardo: mi irrita.
Posta un commento