Da Ricky. Ho comprato il Corriere e sono passato da Ricky, a leggerlo. Caffé, qualche chiacchiera in attesa di carburare e un occhio a un articolo: un agente della polizia e due passanti si sono gettati nel naviglio, due notti fa, per salvare una donna che era finita con la macchina nel canale, in via Ludovico il Moro. Era l'una e mezza di notte, -8 gradi.
Mi chiedo, davvero, se avrei il coraggio di farlo. Non ho lo spirito del soccorritore, a differenza di Eva.
Come quella sera che una donna si sfracello' in moto e nessuno voleva avvicinarsi, lo spettacolo non era bello, ma Eva non ha esitato un solo istante.
Non è questione di avere o meno fatto il corso. E' questione di analisi della situazione e razionalità.
Fu strano il colloquio tra lei e la donna. Aveva il casco jet (mettetevi l'integrale, cazzo, il jet non è un casco!), la mascella spostata di qualche centimetro, denti via, naso anche, pancia a terra.
Eva:
ciao, io sono Eva... sei caduta in moto, ora siamo davanti alla fiera. Ti esce sangue dal naso e dalla bocca, dimmi come ti senti...
Donna (impercettibilmente):
uhm... mi fa male dappertutto. Come sono messe le gambe?
Eva (dopo averle palpate):
sembrano intere, senti i pizzicotti? Muovi le dita?
E tutte le solite domande per tenere cosciente e verificare stati gravi... ma sembrava prendessero il te insieme, solo in una situazione un po' fuori dal comune.
Io, poco piu' in la', più che altro badavo a non vomitare.
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